Mettersi in gioco

12 Gennaio 2012

Sarà inaugurata sabato 14 gennaio alle 18.00, nello Spazio Fantoni del “Giovanni da Udine”, la mostra Ricomincio da te – la partita finisce e il gioco ricomincia, curata da Paolo Toffolutti e organizzata dal Teatro Nuovo per Spac spazi pubblici arte contemporanea Fvg. «Questa mostra – spiega lo stesso Toffolutti – si domanda se sia possibile trovare al mondo un essere più egocentrico, autoreferenziale ed egoista di un artista e chiede agli artisti di farla finita con questa posa a dir poco narcisistica e ne trascina alcuni al “Giovanni da Udine” per mettere in atto questa commedia: tentare un gesto di redenzione, uno sforzo in direzione di un presente indicativo coniugato alla seconda persona singolare, un tu diverso da un io, che diventa te nel momento che si accendono le luci sulla scena e comincia la recita che incalza Madame Bovary c’est toi».

Aggiunge, quindi, Cesare Lievi, Sovrintendente del “Giovanni da Udine”: «Teatro, luogo di incontri. Incontri reali, come quelli che si consumano in sala o nel foyer, e incontri ideali, come quelli che fanno specchiare – l’una dentro l’altra – la poetica di uno spettacolo e di una mostra. L’essenza di una drammaturgia e di un’opera d’arte. E’ successo all’inizio della Stagione con Il principe di Homburg e Di segno in sogno, mettendo in relazione la potenza narrativa di Heinrich Von Kleist e le visioni metafisiche di Alberto Savinio, e succede ora, giocando di sponda tra la scrittura sofisticata della cult comedy Art e la mostra Ricomincio da te, curata da Paolo Toffolutti».

Ricomincio da te, commedia in atto unico, presenta 33 artisti che tematizzano queste due polarità in forma opposta: «Gli uni apparecchiano modalità che presuppongono il proprio ego, gli altri lo trascendono e chiamano direttamente in causa fatti e persone senza mettersi di mezzo». Due modi di relazionarsi al pubblico, uno più formale, l’altro più informale, che servono ad imbastire la tensione di un dialogo dove la forma retorica adottata è già parte del contenuto. E, come avviene nelle normali conversazioni, pubbliche o private che siano, è possibile rivolgersi all’altro in forma più o meno confidenziale, parlando di sé, affrontando tutti gli argomenti attraverso il proprio caso personale, oppure sottraendosi ad una condizione autobiografica e trascendendo la propria soggettività. Quando la partita finisce il gioco ricomincia.

In mostra 33 opere d’arte contemporanea: Neil Barbisan – Alessandra Bello – Elisa Bertaglia – Ludovico Bomben – Tomislav Brajnovic – Marco Brollo – Sara Busiol – Cora Chiavedale – Marco Citron – Vania Comoretti – Paolo Comuzzi – Lilli Doriguzzi – Matteo Fato – Roberta Franchetto – Aldo Ghirardello – Gigi Giannella – Stefano Graziani – Aldo Grazzi – Paolo Jacob – Lara Marconi – Tea Morello – Andrea Morucchio – Monica Passalenti – Tiziana Pers – Robert Pettena – Nicola Picogna – Francesca Piovesan – Giulia Pittioni – Eddie Spanier – Michele Tajariol – Vedi Tu – Léo Yigit Ekiz – Enrico Zanetti.

Dal 14 gennaio al 4 febbraio, con questi orari: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 17.00 – 19.00 (e in orario di spettacolo per gli spettatori). Chiusura: festivi e 27 gennaio. Visite guidate: sabato 21 gennaio e sabato 4 febbraio ore 18.00 – Ingresso libero.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!