Magazzino 18 su Rai Uno

8 Febbraio 2014

TRIESTE. “MAGAZZINO 18”, lo spettacolo interpretato e scritto da Simone Cristicchi, diretto da Antonio Calenda e prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Promo Music, sarà trasmesso da Rai Uno lunedì 10 febbraio alle ore 23.45, nell’ambito delle iniziative legate al Giorno del Ricordo. L’ufficializzazione arriva dopo le accese polemiche dei giorni scorsi, culminate con un’interrogazione parlamentare del Senatore Gasparri, a cui è seguita una petizione online da parte del pubblico a sostegno dello spettacolo.

magazzino 18Non poteva essere altrimenti per uno spettacolo che ha suscitato da subito enorme attenzione e accese reazioni, raccogliendo fin dal debutto clamorosi successi, a partire dalla serie incredibile di sold out al Politeama Rossetti di Trieste, e proseguendo poi con i medesimi esiti la tournée che ha già toccato anche l’estero (Slovenia e Croazia) e proseguirà ora nei teatri d’Italia, tra cui il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. 

La programmazione dello spettacolo da parte di Rai Uno corona quindi uno straordinario percorso e premia uno spettacolo che sceglie – attraverso la formula del musical-civile – la via dell’impegno, imponendo al teatro il ruolo di luogo di riflessione su temi importanti, delicati, come quelli contenuti nella drammatica pagina di storia relativa all’esodo giuliano dalmata alla fine della Seconda guerra mondiale.

magazzino18_1Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante: il Magazzino 18. Racconta di una pagina dolorosa della storia d’Italia, di una vicenda del nostro Novecento complessa e mai abbastanza conosciuta. Ed è ancor più straziante perché la “memoria” è affidata non a un imponente monumento, ma a tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità. Sono perciò ancora più vive, emozionanti. Una sedia, accatastata assieme a molte altre porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”. Beni comuni nello scorrere di tante vite: interrotto dalla Storia, dall’esodo. Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale sofferenza intere famiglie impacchettarono tutte le loro cose e si lasciarono alle spalle le loro città, le case, le radici. Davanti a loro difficoltà, povertà, insicurezza, spesso sospetto e tanta nostalgia: quella che pervade la canzone di Simone Cristicchi. Coadiuvato nella scrittura da Jan Bernas, Cristicchi partirà proprio da quegli oggetti privati, ancora conservati al Porto di Trieste, per riportare alla luce ogni vita che vi si nasconde.

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