Lo sport incontra il teatro: La leggenda del pallavolista…

20 Gennaio 2016

ZOPPOLA. E’ stato un’icona dello sport italiano alla fine del Novecento e l’epopea della nazionale italiana di pallavolo ha avuto in lui e in Julio Velasco le icone più riconoscibili. Parliamo di Andrea Zorzi; “l’opposto” noto anche con il soprannome di Zorro sarà protagonista, assieme a Beatrice Visibelli, de La leggenda del pallavolista volante, uno spettacolo diretto da Nicola Zavagli in cui lo sport incontra il teatro e si fa metafora della vita. La pièce autobiografica sarà ospite, in esclusiva ERT per il Friuli Venezia Giulia, venerdì 22 gennaio all’Auditorium Comunale di Zoppola alle 20.45. Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli incontreranno il pubblico alle ore 18 al Centro Pasquini, di fronte all’Auditorium, nell’ambito delle attività di Adotta uno spettacolo; al termine della rappresentazione il sindaco Francesca Papais consegnerà una targa alla zoppolese Giada Rossi, “Friulana dell’anno 2015”, nazionale paralimpica di tennistavolo, ex giocatrice di pallavolo e fan di Zorro.

La leggenda del pallavolista volante-29Andrea Zorzi – dopo essere stato due volte campione del mondo e tre volte campione europeo e aver sfiorato l’oro olimpico ad Atlanta nel 1996 – sale per la prima volta sul palcoscenico e, grazie alla penna e alla regia di Nicola Zavagli, ci racconta la sua grande avventura. Attorno a lui, la verve esplosiva di Beatrice Visibelli disegna un paesaggio narrativo carico di ironica allegria, dando vita alla moltitudine di personaggi che hanno accompagnato la vita e la carriera di questo mito dello sport italiano. Un pallone sgualcito diventa il volante che il padre impugnava durante i molti chilometri percorsi nella sua vita d’autista. Le panche dello spogliatoio, dove ci si confrontava, si discuteva e si finiva spesso per litigare, si tramutano nel letto dove un adolescente febbricitante cresceva troppo e sognava di trovare una ragazza.

Lo spazio del palco si trasforma in un campo da pallavolo, per rivivere le azioni mozzafiato scolpite nella memoria di tutti, le vittorie leggendarie e le sconfitte ancora brucianti. Ed ecco dipanarsi un affresco teatrale dove la vicenda personale s’intreccia alla storia e al costume, dove la luminosa carriera di uno sportivo viaggia attraverso la cronaca e la storia di un Paese: dalla campagna veneta degli anni Settanta ai nostri giorni, dai racconti di un’adolescenza complessata, alla formazione di uno sportivo e poi di un campione.

Con questo spettacolo la Compagnia Teatri d’Imbarco conferma il suo impegno sul fronte del teatro popolare di ricerca: un teatro che, grazie a un’indagine drammaturgica sempre in divenire e a un dialogo sempre aperto con il suo pubblico, sia capace di coniugare memoria storica e poesia, riflessione civile ed emozione, pensiero e gioco scenico. In questo caso, il teatro porta in scena lo sport e lo sport porta in scena la vita, con un crescendo di momenti a tratti ironici ed esilaranti, a tratti malinconici o persino drammatici. Attraverso la biografia di un campione che ha segnato la nostra storia sportiva, riscopriamo con leggerezza la filosofia e il potenziale umano dello sport, al di là degli imperativi tecnici, economici e mediatici, con l’idea che nella vita, come nella pallavolo, senza una squadra non si possa arrivare da nessuna parte.

Informazioni chiamando la Biblioteca Comunale di Zoppola (0434 979947); info anche al sito www.ertfvg.it.

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