L’intensa vita di don Lozer messa in scena dai Papu

9 Luglio 2015

PORDENONE. Cominciano venerdì 10 luglio le 10 serate in compagnia dei Papu all’arena verde del castello di Torre nell’ambito dell’Estate in Città a Pordenone. In scena il loro ultimo spettacolo “Un prete ruvido”, nel quale si narra l’intensa vita di Giuseppe Lozer, parroco in Torre di Pordenone nei primi anni del Novecento. Prete combattivo e contrastato, impegnato in innumerevoli attività in campo sociale, a 40 anni dalla scomparsa lascia un segno ancora presente nel ricordo di chi l’ha conosciuto.

PAPU_prete ruvido_222_ModifDon Lozer è stato un talento di intelligenza, partecipazione sociale e carità cristiana in balìa di un carattere sanguigno, difficilmente controllabile e sempre pronto allo scontro, non solo verbale, in una Pordenone che stava passando dalla civiltà rurale ottocentesca a quella industriale del Novecento. Le lotte sindacali contro lo sfruttamento degli operai nei cotonifici, la vita estremamente misera del popolo, l’emigrazione, la crisi di una Chiesa che stentava a stare al passo con i tempi, le guerre mondiali e, tra di esse, il fascismo, sono solo alcuni degli scenari nei quali don Lozer si è trovato a vivere, perennemente frustrato nelle sue ambizioni a causa di limiti caratteriali da lui stesso riconosciuti e contro i quali non è mai sceso a compromessi. E, su tutto, costante e ispirata, la qualità che più di tutte lo ha contraddistinto: una carità cristiana sincera e cristallina, riconosciuta persino dai suoi più acerrimi detrattori. “Un prete ruvido – dicono i Papu – è uno spettacolo che, in modo non convenzionale, vuole ripercorrere la vita di un protagonista del nostro territorio senza timori reverenziali né prevenzioni, senza condanne né santificazioni”. Tutte le sere a Torre fino al 19 luglio. Info: 3283992788 dalle 15 e info@ipapu.it.

nessuno si salva da solo_02Sempre venerdì alle 21.30 in piazza Calderari, lo schermo del Cinema sotto le stelle allestito da Cinemazero per l’Estate in Città vedrà la terza prova “coniugale” della coppia Castellitto/Mazzantini, ancora una volta rispettivamente regista e sceneggiatrice. Una prova riuscita quella di “Nessuno si salva da solo”, che racconta la fine dell’amore tra Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca attraverso l’efficace scelta di aderire al vero, senza retorica, svelando e rimarcando l’universalità di alcune derive, litigi, comportamenti. Gaetano e Delia sono una coppia separata che si ritrova al tavolo di un ristorante per discutere delle vacanze estive dei loro figli Cosmo e Nico, che vivono con Delia, mentre Gaetano alloggia in un residence. Attorno a quel tavolo si gioca tutto il film, animato da vari flashback che mostrano allo spettatore cosa c’è stato prima di quell’indifferenza: l’incontro da giovanissimi, la nascita dei figli, i primi problemi, legati anche a rapporti conflittuali di Delia con la madre e di Gaetano con il padre, alcuni eventi che traumatizzano i bambini, l’aborto spontaneo del terzo figlio. Una storia che suona famigliare e sa parlare a tutto il pubblico. I biglietti sono disponibili direttamente in piazza Calderari da mezz’ora prima dello spettacolo, al prezzo di: 3 euro interi, 2 euro ridotti per ragazzi dai 12 ai 18 e over 65, abbonamento 10 ingressi a 25 euro, mentre l’ingresso per i bambini fino a 12 anni è gratis.

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