Le visioni di Cinemazero

6 Luglio 2014

PORDENONE. Musica e cinema nell’Estate in città del Comune di Pordenone si uniscono nella perfetta summa degli ambiti di vocazione principali di Cinemazero, l’attesa rassegna Visioni sonore, che per l’imminente ottava edizione presenta un programma diviso in due parti: a luglio le ricercate proiezioni sui grandi della musica e non solo, in agosto degli appuntamenti più performativi e di ricerca, tutti però ad ingresso libero.

zidane un ritratto del XXI secoloLa data di apertura (7 luglio alle 21.30 al chiostro di San Francesco a Pordenone) fornisce un buon punto di visuale sul taglio di quest’anno, che sonda e sconfina nell’ambito artistico, con l’inaspettato “Zidane, un ritratto del 21° secolo”. A prima vista certamente un titolo poco facilmente inseribile nei canoni classici della rassegna, e che svela subito le carte andando alla voce “colonna sonora”, che infatti è stata creata ad hoc dalla mitica band scozzese di post rock che negli anni è diventata un vero punto di riferimento per i fan del genere: i Mogwai. Ma fuori dagli schemi è soprattutto il progetto, firmato da due artisti di ambito visivo del calibro di Douglas Gordon (Turner Prize) e Philippe Parreno, che con ben 17 telecamere hanno seguito un’intera partita del genio ribelle del calcio Zinedine Zidane, creando un allucinatorio ritratto del nostro secolo. Non solo una strizzata d’occhio ai mondiali in corso dunque, ma un gioiello audiovisivo di sicuro interesse.

Chet Baker and Lily in Bruce Weber's LET'S GET LOST (1988).Courtesy William Claxton.Playing November 15 - 21.Sempre all’ambito genio, ma soprattutto sregolatezza, si riferisce anche l’appuntamento con “Let’s get lost” (venerdì 23 luglio, 21.30, chiostro di San Francesco) del regista sperimentale e fotografo di moda Bruce Weber, che nel 1989 firma questo straordinario documentario su Chet Baker, un anno prima della morte della leggenda del jazz. “Let’s get lost”, che è anche il titolo di un brano di Baker rimasto a lungo fuori catalogo, trasmette efficacemente l’energia espressa da Baker e dalla sua musica. Cercando di star dietro ad un protagonista sfuggente e imprevedibile, Weber, il direttore della fotografia Jeff Preiss e la troupe hanno seguito Baker dalla Costa Ovest fino a quella Est, e poi in Europa, durante quello che si è poi rivelato l’ultimo anno di vita del musicista.

wagner_di capua.jpgA Roberto Calabretto spetterà invece l’arduo compito di introdurre “Richard Wagner. Diario veneziano della sinfonia ritrovata” insieme al suo autore, Gianni Di Capua, che ha seguito le tracce che hanno portato al ritrovamento della composizione che il musicista tedesco dedicò alla “sua” amata Venezia (venerdì 11 luglio, 21.30, chiostro di San Francesco). Tra ricerca d’archivio, estratti di diario di Cosima Listz e il resoconto dell’unico concerto di questa sinfonia, si delinea il ritratto di un amore e della grandezza insuperata di questo musicista.

a hard day's night_01Vera chicca cinematografica, restaurata a 50 anni dalla sua uscita, recentemente inserito dal British Film Institute tra i 100 migliori film di sempre e proiettato in piazza Calderari il 30 luglio alle 21.30 è “A Hard Day’s Night”. In un’infilata di episodi esilaranti rigorosamente british, tra balli, concerti e dialoghi surreali, le immagini del fotografo di Stanley Kubrick (e Polanski, Lucas, Hitchcock) Gilbert Taylor e lo stile non comune del regista Richard Lester raccontano i Fab Four e preparano il terreno su cui nasceranno i Monty Python. Sotto la coltre di leggerezza scanzonata si nasconde infatti una visione lucida e anticonformista sull’ipocrisia di quella società ingessata che i Beatles contribuiranno a sgretolare, facendo cadere il muro del conformismo con lo splendore divertito delle loro divise da baronetto.

Juri Dal Dan e Romano Todesco aprono il 4 agosto alle 21.00 al chiostro di San Francesco la parte performativa della rassegna, con le musiche originali del duo di musicisti pordenonesi ma acclamati ormai su tutto il territorio nazionale, e il fascino dei racconti di E. A. Poe rielaborati da Jean Epstein e dal suo aiuto regista Luis Buñuel in “La caduta della casa Usher” (1928). Con cambi timbrici e ritmici continui, atmosfera da brivido e una punta di horror, il pianoforte di Dal Dan e la fisarmonica di Todesco entreranno nel racconto dell’ossessione dell’uomo rispetto alla morte al centro di quella che anche i più rigorosi estimatori di Poe ritengono essere la migliore rappresentazione cinematografica tratta dai suoi lavori.

Entrato a tutti gli effetti nella tradizione invece è il cineconcerto della Zerorchestra, che lunedì 11 agosto alle 21.00 porta all’Auditorium Concordia – nell’ambito di Musae Percorsi culturali in Provincia – tre capolavori dell’ingiustamente dimentica Max Linder. Maestro riconosciuto di Charlie Chaplin e della comicità degli albori del muto fu attore, regista e sceneggiatore francese con all’attivo ben 500 film, di cui ne sopravvivono oggi “solo 82”. “Sette anni di guai”, “Siate mia moglie” e “I tre Moschettieri” sono i film dell’approdo hollywoodiano di Linder per i quali Didier Ortolan (clarinetti e sassofoni), Bruno Cesselli (pianoforte) e Romano Todesco (contrabbasso e fisarmonica) hanno creato questa colonna sonora nuova di zecca. Sul palco anche il premiatissimo e conosciutissimo saxofonista Francesco Bearzatti e Gabriele Rampogna (vibrafono e percussioni), Luca Colussi (batteria), Luca Grizzo (percussioni).

Altro appuntamento che inizia ad entrare stabilmente nel cartellone di Visioni sonore è quello in collaborazione con Maravee, di cui anche quest’anno l’anteprima viene ospitata a Pordenone, lunedì 18 agosto alle 21.00 al chiostro di San Francesco. Il tema dell’edizione di Maravee è il corpo, così, in un progetto originale creato per l’occasione, verrà proposto “Corpus Cinema”: una carrellata di trasformazioni celeberrime, accompagnate dalle musiche originali di Claudio Cojaniz. Il lavoro prende in esame le trasformazioni degli attori che stravolgono il loro aspetto per rappresentare in modo più fedele i propri personaggi e i più radicali cambi di identità e personalità o mutazioni fisiche, attraversando tutta la Storia del Cinema e del suo trasformismo, da Leopoldo Fregoli a “The Black Swan”, passando per “Taxi Driver”, Psyco” e molto altro.

Infine, come sempre, una perla del cinema musicale – in collaborazione con il Pordenone Blues Festival – mandata in rotazione nel chiostro di San Francesco il 28 agosto, dalle 16 alle 24.00. L’arduo compito di chiudere questo articolato percorso spetta a “M for Mississippi – A Road Trip Through The Birthplace of The Blues”, il film di Roger Stolle e Jeff Konkel, definito “semplicemente il miglior documentario fatto sul blues negli ultimi anni” dalla rivista di riferimento Blues & Rythm Magazine. Uno sguardo intimo nelle menti e nei cuori della generazione dei pionieri del blues sul delta di questo fiume leggendario, che raccoglie ed esplora questo genere “alla fonte”, per parlare non solo ai fan del blues ma mostrare a tutti una straordinaria terra sconosciuta, invitando lo spettatore a crearsi il proprio viaggio.

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