Le Giornate del muto si aprono con Giulietta e Romeo

2 Ottobre 2015

ROMEO_01PORDENONE. La serata inaugurale della 34.ma edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, al Teatro Verdi e a Cinemazero dal 3 all’11 ottobre, si apre all’insegna del “Lubitsch touch”, quell’arte elegante di alludere di cui il grande regista berlinese Ernst Lubitsch (1892-1947) è stato insuperabile maestro. Nell’inverno 1919-20 gira Romeo e Giulietta sulla neve, un libero adattamento del dramma shakespeariano con i due celebri innamorati che non abitano più a Verona ma in un villaggio delle Alpi bavaresi e che alla fine, a differenza dell’originale, vedono coronarsi felicemente il loro sogno d’amore. Fedele al clichè di bon vivant che già gli era stato costruito addosso, Lubitsch dichiarò allora, non sappiamo quanto scherzando, che l’idea del film gli venne per la possibilità di conciliare lavoro e vacanze sciistiche. Certo è che in Romeo e Giulietta sulla neve la messinscena è perfetta e il restauro del Filmarchiv Austria di Vienna e del Bundesarchiv di Berlino rende piena giustizia a un’opera minore ma ben degna del marchio Lubitsch. La proiezione al Teatro Verdi alle 20.30 dopo i saluti inaugurali di autorità e organizzatori, avrà l’accompagnamento musicale dell’Octuor de France diretto da Antonio Coppola.

Rimanendo sempre tra le vette, il secondo film della serata è Maciste alpino. È uno dei progetti di restauro più significativi degli ultimi anni, avviato nel 2000 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e portato a termine lo scorso anno in collaborazione con la Biennale di Venezia e il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna e il contributo della Fondazione Cineteca di Milano e del British Film Institute, che hanno messo a disposizione materiali utili al processo di ricostruzione del film. A Pordenone viene presentata una copia pressoché perfetta con la splendida colorazione originale che affascinò gli spettatori di tutto il mondo. Il personaggio di Maciste, il gigante buono interpretato da Bartolomeo Pagano era diventato molto popolare dopo il successo di Cabiria nel quale era uno schiavo africano all’epoca delle guerre puniche. In seguito Pagano interpretò molte altre volte il ruolo di Maciste, anche in produzioni estere, tedesche e francesi, arrivando ad essere tra gli attori più pagati.

WELTSTADT_01Tra gli altri film della giornata, nella sezione “Altre sinfonie delle città”, Una metropoli in evoluzione. Rapporto da Chicago, 1931, dello scrittore, viaggiatore, fotografo e cineasta tedesco Heinrich Hauser. La sua sinfonia è un dichiarato amore verso la città americana, per lui “la più bella città del mondo”, con le sue architetture, lo skyline dei grattacieli, le industrie, il traffico, ma è anche una critica della vita urbana moderna.

Nella sezione “Risate russe”, alle ore 16 al Teatro Verdi, Faranno a meno di me? di Viktor Shestakov, 1932, una commistione tra film di propaganda e commedia.

E infine per la sezione “Muscoli italiani in Germania” Mister Radio del 1923 con Luciano Albertini. Dopo un’esperienza hollywoodiana, Albertini accetta di ritornare in Europa e firma un contratto per quattro film con la tedesca Phobus. Mister Radio è il primo ed è una garbata satira della follia radiofonica che si stava diffondendo nel mondo. È la prima collaborazione (saranno tre in totale) di Albertini con il regista Nunzio Malasomma, un regista che sarà molto attivo nel cinema italiano dei decenni successivi fino al 1968 quando girerà il suo ultimo film, lo spaghetti-western Quindici forche per un assassino.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!