Lascito Ciceri: continua la raccolta firme

27 Settembre 2013

UDINE. Una cena dedicata all’equinozio d’autunno ha riunito sabato 21 settembre gli associati del Club UNESCO all’hotel Astoria di Udine. Un momento conviviale che è stata anche l’occasione per parlare ancora di un tema che ha suscitato notevole interesse e stimolato il senso civico da parte dei cittadini, che stanno dimostrando una grande solidarietà nei confronti della causa, cioè la salvaguardia del lascito Ciceri. Sono moltissime le firme già raccolte, tra cui quelle di illustri personaggi della città. La petizione sale così ad oltre 500 adesioni a soli pochi giorni dalla conferenza stampa tenutasi l’11 settembre al caffè Caucigh. La presidente del Club UNESCO Prof. Renata Capria D’Aronco fa presente che in città si può firmare la petizione in Via Gemona 36, al caffè Caucigh e la raccolta firme si protrarrà sino al 31 ottobre.

Durante la cena c’è stato in merito un intervento dell’esperto – lo storico del mobile d’antiquariato Lucien Zinutti – il quale ha fatto presente che il futuro dei beni culturali sta nella ricostruzione delle coscienze e della responsabilità individuale delle persone. Ha ricordato l’avvedutezza e la profonda competenza del dr. Ciceri nella selezione dei manufatti artistici friulani del XVI e XVII secolo che costituiscono la sua collezione. Si tratta – ha ricordato – della più importante collezione di manufatti antichi che il Friuli abbia mai posseduto, un pregevole, unico ed irripetibile complesso artistico la cui buona conservazione è fondamentale e va doverosamente tramandata ai nostri discendenti.

Ha concluso dicendo che non si tratta di comuni mobili vecchi, ma di oggetti antichi di grande significato e carattere, circoscritti ad un breve e irripetibile periodo storico. Senza questa preziosa testimonianza il Friuli rimarrebbe come una statua senza volto, sarebbe come un figlio senza padre, se ne andrebbe una parte dell’anima di un popolo e della sua identità, ancor più che se venisse disperso il suo idioma. Non saper preservare, conservare orgogliosamente e onorare un patrimonio simile, sarebbe segno d’immaturità e d’irresponsabilità da parte di una società non più degna di definirsi avanzata.

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