L’arte poetica di Zuccheri

18 Luglio 2014

liscivia_01PORDENONE. L’immancabile notte horror arriva nell’Estate in città del Comune di Pordenone venerdì 18 luglio – grazie a FMK – International Short Film Festival e al sostegno di Banca FriulAdria Crédit Agricole – con un programma dedicato, al chiostro di san Francesco, che inizia alle 18.00 in compagnia di Giulio Muratore e del suo apprezzatissimo esordio letterario: “Italia Horror Underground”, il primo studio ufficiale sul cinema di genere contemporaneo. L’autore ripercorrerà i punti salienti del lungo lavoro di ricerca sul campo, portato avanti grazie al coinvolgimento diretto di numerose personalità: registi, sceneggiatori, scrittori, addetti ai lavori, ma anche cinefili, sociologi, storici ed economisti del settore, critici del panorama internazionale e i maestri della Vecchia Guardia. Nessuna pretesa di esaustività, ma semplicemente l’aspirazione a fornire un valido punto di partenza per la scoperta di questo mondo, che trova da sempre a FMK un importante spazio, che caratterizza e differenzia il festival – insieme ai workshop e gli appuntamenti messi a punto per “imparare a fare – da altre manifestazioni simili. E per rifocillarsi dopo tanto spavento alle 19.30 c’è l’appuntamento con l’FMcocKtail Shot is better e il sound di dj Dezo Spazz, che ci accompagnerà fino alle 21.30 quando si entra nel vivo dei corti in concorso, in questa serata tutti rigorosamente horror. Si parte con “Liscivia” di Francesco Niccolai e le occulte pratiche magiche protagoniste; le inquietanti sensazioni che attanagliano il protagonista di “Home” di Julien Le Goff e le strane visite di “Timothy” dello spagnolo Marc Martìnez Jordàn, frequentatore abituale di festival come Cannes o Sitges: la mecca per gli amanti del horror. Ethan Shafel è un regista con parecchi interessi, tra cui le neuroscienze e la filosofia della coscienza che sono alla base del suo “Flesh Computer”; mentre un’inquietante città in rovina fa da scenario a “La otra Cena” di Albert Blanch. “Zugar Zombie” del colombiano Alexander Quezada porta un po’ di ironia in questa notte cupa e nel ritratto che fa di una piccola società dell’America Latina; e Alan King chiude la gara con un altro spaccato di terre lontane, l’Australia, con “Goldfield” e i cercatori d’oro protagonisti. La visione off della serata, “Italian Horror Story”, mostra come ci sia vita nella morte, almeno sul grande schermo. Praticato e lodato fin dagli anni 60, poi dato per spacciato all’alba del nuovo millennio, l’horror italiano nonostante le numerose difficoltà (soprattutto economiche) sta risorgendo e “Italian Horror Story” lo dimostra con uno sguardo a 360° sulla produzione di genere nazionale: svista, indipendente, urlante, sanguinolenta, bizzarra, ironica, macabra, originale, ma soprattutto viva. Una carrellata che si concentra su autori giovani, lavori recenti e nostrani che certamente non faranno venire sonno al pubblico presente. Si susseguiranno “Nuit Americhén” di Federico Greco, “Life.Love.Regret” e “Through your lips” di Federico Scargialli, “Anger of The Deaf” di Francesco Picone e una selezione dalla raccolta orrorifica “… 17 minuti a mezzanotte” con gli episodi di Davide Pesca, Giacomo Gabrielli e Stefano Rossi. Ingresso libero.

Luigi Zuccheri,  dalle Lettere di Santa CaterinaArte e poesia hanno sempre convissuto nell’opera di Luigi Zuccheri (Gemona del Friuli, 1904-Venezia, 1974), cantore di un paesaggio, colto tra la laguna veneta e i profili montagnosi del Friuli, abitato da presenze di uccelli e animali che contendono all’uomo il mondo della natura affidandolo al dominio della fantasia e della spiritualità. Artista colto, dedito al recupero delle tecniche degli antichi maestri, affermatosi lungo gli anni Cinquanta in particolare sulla scena nazionale con una pittura di ascendenza metafisica e barocchetta, ha anche coltivato una particolare frequentazione di testi poetici e letterari, ispirati a un senso religioso della natura come esemplificato nella preziosa sequenza formata da 16 dipinti a tempera su pergamena formanti la serie intitolata “Il Cantico di Frate Sole”, realizzata nel 1945 e nella serie “Sette lettere di Santa Caterina” realizzata tra il 1946-1947. Questo ciclo di opere è entrato recentemente a far parte delle collezioni del Museo Civico d’Arte di Pordenone per volontà del figlio primogenito dell’artista, Paolo Zuccheri, e verrà ora esposto nella mostra “Poesia e religiosità di Luigi Zuccheri”, visitabile dal 18 luglio al 17 agosto 2014 nelle stesse sale del museo. Le collezioni civiche di Pordenone già conservano per volontà dei figli dell’artista (Paolo, Cecilia e Pierantonio), il suo prezioso archivio personale, testimoniante l’ampio raggio dei suoi interessi e contatti nel mondo dell’arte e della cultura, anche in quanto cognato di Giacomo Noventa, con autografi di de Chirico o di Pasolini, oltre che disegni e dipinti di varia epoca. Questa ulteriore donazione va dunque ad arricchire il patrimonio esistente con una delle testimonianze più raffinate dell’immaginario dell’artista di origine sanvitese, nato da un senso profondamente religioso e mistico della rappresentazione del mondo naturale e delle sue più umili creature. Le opere, donate a nome e in memoria anche di Angela Comello, moglie di Paolo Zuccheri, vengono presentate nelle sale del Museo Ricchieri dopo aver figurato nelle principali esposizioni dedicate a Luigi Zuccheri, in quanto appartengono al periodo della piena maturità espressiva dell’artista, quando si precisano i filoni tematici caratterizzanti la sua produzione: paesaggi e nature morte intrecciati in un’ambientazione dove fiori, frutta e animali posano nel primo piano, in omaggio alla natura morta di ascendenza barocca e metafisica.

Artista colto, Zuccheri ha interpretato il Cantico delle Creature mettendo in scena l’armonia del creato celebrata da San Francesco attraverso le sue più congeniali creature pittoriche, animali e piante, mentre dalle lettere di Santa Caterina ha scelto alcuni passi che rivelano il divino nelle apparenze terrestri: ogni creatura e figura dipinta rivela dunque un significato di natura simbolica o allegorica, riprendendo l’esempio della pittura degli antichi maestri, in primis Jacopo Bassano, con una vena narrativa che si rifà anche all’esempio degli ex voto di matrice popolare, per parlare il linguaggio universale della pittura che sa coniugare tradizione e modernità.

Durante la mostra, allestita al piano terra del Museo accanto a una selezione di altri dipinti di Luigi Zuccheri di proprietà museale, sono previsti alcuni incontri di approfondimento a cura di Isabella Reale. Il primo dal titolo “Bestiari e natura silente, tra simbolo e allegoria: generi dell’arte dal Barocco al contemporaneo, passando per Luigi Zuccheri”, si terrà giovedì 24 luglio, alle 21.

Papu dal ferramenta foto Marcello AnzilUltima replica venerdì 18 luglio per Far Est dei Papu nell’arena verde del castello di Torre (o in Bastia in caso di maltempo), prima di passare (sabato 19) a Vintage, con i celebri sketch dei grandi attori del passato accompagnati da musica a tema. L’appuntamento, sempre inserito nell’Estate in Città è alle 21.15. Il filo conduttore sono i negozi e gli acquisti. I due attori riescono a scattare fotografie di persone comuni che, con i loro caratteri e i loro tic, diventano personaggi e quindi cliché rappresentativi dei tempi che corrono un po’ di qua e un po’ di là. Abbonamenti e biglietti sono in vendita, nei PnBox Studios di Torre (e al sabato anche nella sede di Turismo Fvg, in piazza Cavour) e attraverso il sito www.pointiticket.it. All’interno del parco funziona inoltre un servizio di ristoro, dalle 19.30 alle 21, con prodotti tipici locali.

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