L’armonia del fieno

30 Luglio 2013

PORDENONE. Si comincia con le letture per i piccoli, mercoledì 31 luglio all’Estate in Città del Comune di Pordenone, alle 17 nello Spazio morbido della Biblioteca e si prosegue al Parco di San Valentino dove alle 17 comincia il ciclo di incontri Mani d’autore, laboratorio artistico a cura di Julia Artico che si svilupperà in 4 appuntamenti, sempre di mercoledì, nel mese di agosto. Il laboratorio, dedicato a bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni, consisterà nella realizzazione di un’opera collettiva in fieno: la scultura di un drago, di cui i ragazzi saranno guidati a inventare la storia… o le storie. “Il fieno – dice Julia Artico – è un materiale ricco di suggestioni visive, tattili, olfattive, un mezzo ideale per stimolare la creatività dei più piccoli”. L’artista e didatta si è avvicinata al fieno come strumento creativo per protesta contro lo spreco di questo materiale, che oggi viene considerato “di scarto”, mentre è elemento cardine della tradizione contadina del Friuli. I suoi lavori si concentrano soprattutto su figure animali, dalle linee morbide, con una carica di gioiosa armonia; sono stati apprezzati da Valcucine (che ha da tempo “adottato” come mascotte le mucche di fieno), ma anche in un evento collaterale alla Biennale di Venezia 2013, la mostra “Oltre il paesaggio mistico”. Di recente Julia ha sperimentato le potenzialità della scultura in fieno con un violoncello, suonato dal Maestro Giovanni Sollima il primo maggio, al Teatro Occupato di Roma.

Visioni sonore – rassegna all’interno del calendario di Estate in città del Comune di Pordenone – porta mercoledì 31 luglio alle 21.30 al chiostro della Biblioteca Civica di Pordenone “Il fantasma dell’opera” accompagnato dalla musica dal vivo di Francesco Magnelli, Gianni Maroccolo e Massimo Zamboni, ex CSI. Gli artisti saranno impegnati nell’esecuzione live di musiche inedite e basi di Ko de mondo, in sincrono con la proiezione de “Il fantasma dell’opera” di Rupert Julian, capolavoro del cinema muto del 1925 che ha come protagonista Lon Chaney, star del cinema dei primi del Novecento. Con gli ex Csi la voce di Frida Neri, cantautrice che ha conquistato il cuore del pubblico e della critica grazie al suo disco eponimo.

“Il fantasma dell’opera” fu musicato da Francesco Magnelli nel 1994, prima dell’uscita di “Ko de mondo”, cd che sancì la nascita del progetto CSI. Magnelli per questa operazione utilizzò le basi del disco e compose dei brani inediti che poi vennero eseguiti dal vivo durante la proiezione del film, riadattate appositamente per il plot del film e quindi in sincrono con la proiezione. Un’esperienza di cui poté godere un pubblico ristretto a causa del successo che parallelamente iniziarono ad avere i CSI. “Il fantasma dell’opera” di Julian è tratto dal romanzo (1910) di Gaston Leroux ed è la prima e forse migliore trasposizione del romanzo. Giudicato uno dei dieci migliori film americani del 1925, influenzò largamente la produzione horror successiva. In un seguito quasi ininterrotto di scene di bravura, il film resiste ancor oggi per il suo clima d’incubo e il ritmo incalzante della narrazione. Per girare “Il Fantasma dell’opera” Julian poté contare su attori molto celebri all’epoca come Mary Philbin e Lon Chaney, che interpreta magistralmente il fantasma e contribuisce a rendere visibile l’orrenda deformità del personaggio. Chaney si spese per mettere a punto il trucco del suo personaggio, tanto da utilizzare espedienti che gli procureranno diverse ferite, come ad esempio i fili invisibili che gli sollevavano le narici nei primi piani. Il film riesce ad essere ancora attuale grazie a molte scene fortemente evocative, alcune delle quali occupano un posto importante tra le migliori in assoluto del cinema muto, che attraverso il lavoro sulle musiche compiuto in questo progetto dai CSI regalerà uno spettacolo pieno di fascino e suggestione. Ingresso libero.

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