La spada medievale (e non solo) in mostra a Marano

23 Giugno 2015

MARANO. E’ tornata a Marano, dove venne brevemente esposta al pubblico per la consegna ufficiale nel gennaio del 2012, la spada medievale recuperata, nelle acque antistanti il versante marino dell’isola di Martignano, dai fratelli Milocco nel dicembre del 2011. E’ tornata per la mostra “Spatha. Dal mare una spada con mille anni di storia”, fortemente voluta dal Comune di Marano Lagunare, con il pieno sostegno della Soprintendenza Archeologia del FVG. L’esposizione, che è stata inaugurata alla fine di maggio e durerà fino al 1 novembre 2016, vuole raccontare una storia, quella della spada rinvenuta da due pescatori maranesi, ma anche la storia del mare stesso, da sempre involontario museo delle vicende umane. Il mare che accoglie le tracce del nostro passato, le conserva nei propri fondali e spesso le anima di nuova vita.

spathaLa moderna ricerca archeologica subacquea ha restituito alla memoria alcune di queste testimonianze, che oggi trovano spazio nei musei. Altre volte, invece, sono scoperte fortuite a riconsegnare alla collettività pagine di storia che sembravano perdute. Ed è questo proprio il caso dell’eccezionale reperto, risalente all’epoca delle crociate, recuperato in alto Adriatico nel 2011, che è potuto arrivare a noi grazie non solo alla scoperta fortuita di Adriano ed Angelo Milocco, ma grazie anche al mare stesso che ha creato tutto intorno alla spada un guscio naturale di sabbia cementata che l’ha incredibilmente protetta dal tempo.

Ora, ripulita e accuratamente restaurata nel laboratorio della Soprintendenza da Daniele Pasini, la spada è esposta, per la prima volta al pubblico, in questa mostra realizzata, su progetto scientifico del prof. Massimo Capulli dell’Università di Udine, dal Comune di Marano Lagunare, dalla Soprintendenza Archeologia del FVG e dall’Università di Udine, con il contributo del GAC (Gruppo di azione costiera) e della Provincia di Udine.

La spada, lunga 106 cm. e del tipo a una mano, con lama in ferro e fodero ligneo, è stata oggetto di studio da parte del Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche, con il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e il Laboratorio di Archeobiologia dei Musei Civici di Como. Collocabile cronologicamente in un periodo compreso tra la metà del X e la metà del XII secolo, il reperto costituisce la parte centrale dell’esposizione che ne narra la scoperta, il restauro, le analisi. Ma, al di là, dell’importanza scientifica del ritrovamento, la mostra è anche un omaggio allo spirito di collaborazione tra gli uomini del mare e lo Stato, indispensabile per la salvaguardia del patrimonio archeologico marino.

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