La Signora Warren, “una di quelle” e la società ipocrita

31 Gennaio 2015

MONFALCONE. La stagione di prosa del Teatro Comunale di Monfalcone prosegue, martedì 3 e mercoledì 4 febbraio alle 20.45, con un grande classico della storia della drammaturgia, La professione della Signora Warren, opera di George Bernard Shaw del 1898 dalla forte teatralità intrinseca, che si manifesta nella vivacità del dialogo, nell’acutezza dei sentimenti messi in scena, nella tensione etica dei contenuti. La coraggiosa denuncia di convenzioni e moralismi nel descrivere circostanze potenzialmente “scabrose”, fa di questa pièce un processo all’ipocrita società del tempo, processo che si rivela ancora una volta del tutto attuale. In questo risiede l’inesauribile interesse del testo, capace di rinnovarsi continuamente come azione teatrale perfettamente congegnata.

Giuliana Lojodice

Giuliana Lojodice

A restituirci tutta la verità del mondo descritto da Shaw sono gli straordinari Giuliana Lojodice e Giuseppe Pambieri, diretti da Giancarlo Sepe (che firma anche la traduzione e l’adattamento del testo); insieme a loro, sulla scena, anche Pino Tufillaro, Fabrizio Nevola, Federica Stefanelli e Roberto Tesconi.

Protagoniste della pièce sono due donne: la Signora Warren e la figlia Vivie, studentessa brillante, allevata negli agi di una grande ricchezza. Vivie ignora tutto della madre (che raramente è andata a trovarla nei collegi di lusso in cui studiava) e pochi conoscono l’origine della ricchezza della Signora Warren e il genere del suo commercio. La Signora Warren è infatti una prostituta, divenuta tenutaria di numerose case chiuse in tutta Europa. Naturalmente la sua è una storia dolorosa: giovanissima, bella, povera è stata tradita, sfruttata e derubata di ogni innocenza ed è quindi desiderosa di vendicarsi contro una società che l’ha umiliata e di proteggere la figlia da ogni possibile fallimento. Il vero errore della Signora Warren sta nel credere che la ricchezza risolva ogni cosa e che dalla figlia avrà, per questo, riconoscenza.

Giuseppe Pambieri

Giuseppe Pambieri

Scrive Giancarlo Sepe nelle sue note di regia: “Ecco una delle commedie ‘sgradevoli’ del grande George Bernard Shaw. […] La lettura della Professione della Signora Warren mi ha aperto uno squarcio su un mondo che Shaw ha rappresentato con attitudini borghesi e ipocrisie varie, tutte legate prevalentemente al sesso e alla voglia di sesso dei quattro protagonisti maschili […]. Possiamo dire che sono tutti dei ‘puttanieri’ e le due donne, chi per un verso chi per un altro, sono vittime di una società maschilista”.

Biglietti in vendita presso: Biglietteria del Teatro (tel. 0481 494 664, da lunedì a sabato, ore 17-19), Ticketpoint di Trieste, Libreria Antonini di Gorizia, ERT di Udine, Biblioteche Comunali di Monfalcone, Pieris e Turriaco e on line sul sito www.pointticket.it.

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