La ricerca di Saba

22 Luglio 2012

Roberto Brandolisio

PORDENONE. Si presenta di particolare interesse per la sua rarità il programma del concerto aperitivo a cura del Conservatorio di Udine di domenica 22 luglio, alle 11 nell’auditorium di PArCo, la Galleria d’arte moderna e contemporanea per l’Estate in Città. La prima parte è infatti dedicata all’estone Arvo Pärt, compositore fra i più amati ed eseguiti della musica contemporanea (soprattutto corale); per primo ha compiuto una svolta coraggiosa, nella seconda metà degli anni Settanta, verso il ritorno a un universo compositivo alla ricerca dei suoi “oggetti minimi”, in particolar modo legati al Medioevo e al Rinascimento (polifonie primitive, canoni, rintocchi di campane, atmosfere statiche e ripetitive da lui stesso definite “tintinnaboli”). Di Arvo Pärt verrà eseguita da Stefano Cimbaro al pianoforte e Nicola Siagri al violoncello una rara e interessante composizione giovanile, la Partita op. 2, ancora debitrice ai modelli dodecafonici e neoclassici che sono stati il suo riferimento prima dell’allontanamento dalla musica d’avanguardia, definita un “vicolo cieco”. Gli stessi studenti sono chiamati ad interpretare anche due composizioni manifesto della nuova arte di Pärt, Für Alina e Fratres, per duo con pianoforte.

Margherita Gennaro

La seconda parte, dopo un intermezzo dedicato a un promettente pianista e compositore maniaghese, Roberto Brandolisio, con Alessio Venier al violino, sarà più classicamente dedicata al pianoforte romantico. Di particolare interesse, a parte alcuni Studi di Chopin, Liszt e Skrjabin, manifesti del virtuosismo pianistico ottocentesco, l’integrale delle Ballate op. 10 di Brahms (1854), pagine di riferimento di quel romanticismo intimo e riservato che iniziava, dopo gli esordi compositivi ispirati al titanico Beethoven, a caratterizzare il giovane Brahms che da poco aveva trovato in Robert e Clara Schumann due convinti sostenitori. Tutte musiche interpretate da Margherita Gennaro. L’ingresso è libero.

Alle 17.30 per l’Estate in Città l’Archeomuseo nel Castello di Torre propone un’avvincente visita a tema incentrata su amuleti, gioielli e guerrieri dell’età del ferro

Saba Anglana

Sul palco naturale di piazza XX Settembre a Pordenone, il 22 luglio alle 21.15 arriva il progetto artistico di Saba Anglana, adottato da Comune di Pordenone per l’Estate in Città, Folkest e Cooperativa Itaca. Nata a Mogadiscio, da mamma etiope e padre italiano, l’artista si occupa di tecniche di restauro, lavorando anche nell’ambito dell’editoria e della comunicazione. Parallelamente si occupa di spettacolo, lavorando come attrice in produzioni teatrali e televisive, sviluppando progetti discografici in ambito internazionale. Il suo album di debutto “Jidka (The Line)”, ispirato al contatto tra le varie culture di cui Saba è figlia è uscito tra il 2007 e il 2008 in tutto il mondo per l’etichetta inglese World Music Network di Phil Stanton. Il disco, di cui è anche autrice, ha riscosso un ottimo riscontro di pubblico e di critica tanto da comparire con i suoi brani in importanti raccolte di musica di cantanti del calibro di Sally Niolo e Miriam Makeba. Tra il 2008 e il 2009 Saba ha portato in tutta Italia il suo concerto articolato tra canto e parola, musica e narrazione, accompagnata da una carismatica band internazionale: Martino Roberts (basso), Cheikh Fall (kora, djembè), Tatè Nsongan (chitarra, percussioni) affiancata eccezionalmente anche da Cesaria Evora. Di particolare interesse la ricerca condotta sugli stili musicali del Corno d’Africa, sia tradizionali che contemporanei, da cui è scaturito l’effervescente melting pot sonoro, di lingue e di culture che costituiscono l’album di Saba, “Biyo”, in somalo acqua, tema attorno al quale ruota tutto il progetto discografico. Dall’impegno sul tema dell’acqua è nata la collaborazione con Amref, di cui Saba è testimonial ufficiale, cosa che le ha permesso di raccogliere storie, lotte e sogni dei keniani, dai quali ha tratto testi e canzoni. Questo materiale è confluito nel nuovo Album (2012) “Life Changanyisha” (La vita ci mescola) che l’artista presenta a Pordenone. Cheikh Fall, Martino Roberts e Tatè Nsongan, tessono con l’artista note e parole, suoni e voci, lingue e linguaggi: dal somalo all’amarico, dallo swahili all’inglese creando un caleidoscopio in movimento. Ingresso libero, in caso di maltempo si va al Deposito Giordani.

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