La poesia friulana negli ultimi quarant’anni: conferenza

17 Dicembre 2015

PORDENONE. Due gli appuntamenti in biblioteca civica per il Natale in Città di Pordenone venerdì 18 dicembre. Alle 17 nella sezione ragazzi è l’ora del progetto “Matilda mi racconti una storia?” a cura di Daniela Dose, con letture rivolte ai bambini dai 0 ai 6 anni e ai loro genitori per ascoltare e leggere insieme.

Penelope e i diabolici toupé

Penelope e i diabolici toupé

Alle 18 in saletta Teresina Degan Antonio de Biasio modera la presentazione del libro di Giuseppe Zoppelli “Oru puor, L’ultima poesia in friulano” Campanotto. Il volume propone una visione d’insieme della poesia in friulano degli ultimi quarant’anni, da Amedeo Giacomini (1939-2006) a Marco Pauletto (classe 1979), senza tralasciare la cesura operata dal neodialettale Pier Paolo Pasolini e passando per le voci poetiche di Lionello Fioretti, Ida Vallerugo, Federico Tavan, Nelvia Di Monte, Giacomo Vit, Antonio De Biasio, Silvio Ornella, Pierluigi Cappello, Flavio Santi, Renato Pauletto, Luigi Manfrin, Sergio Vaccher, Daniela Turchetto, Fernando Gerometta, Federica Rocco Contin, Luigina Lorenzini, Umberto Valentinis. Giuseppe Zoppelli vive e insegna a Torino. La sua attività letteraria segue tre direzioni: la storia e la critica della letteratura dialettale, la riflessione metacritica, la produzione lirica. Ha curato diverse antologie storico-critiche e saggi. Le sue poesia sono state pubblicate per diversi editori.

Ultimo appuntamento con il Christmas in Blues del Pordenone Blues festival realizzato in collaborazione con Provincia di Pordenone e C’entro Anch’io per il Natale in Città. Alle 19 sul palco di piazza XX Settembre saliranno Penelope e i Diabolici Toupè: una piccola orchestra “vintage style” di 7 elementi, caratterizzata da una sezione fiati (trombone, tromba e sax tenore/baritono) che le permette di esplorare un repertorio inusuale, fresco, ballabile, interpretato da una voce femminile travolgente. Il genere prevalente è il Rhythm and Soul degli anni ’60, straniero (Aretha Franklin, Etta James, Amy Winehouse) e italiano (Celentano, Nina Zilli); l’inserimento del contrabbasso ha permesso al gruppo di deviare anche verso lo swing e il rockabilly più coinvolgente (Brian Setzer, Buscaglione, Carosone, Imelda May).

La scelta del repertorio è improntata alla varietà e alla originalità dei brani; anche quelli più famosi sono opportunamente riarrangiati. L’impatto e la presenza scenica sono i punti di forza della band: i suoi componenti sono vestiti rigorosamente nello stile sixties per ricreare l’atmosfera delle sale da ballo d’epoca. Anche gli strumenti utilizzati sono stilisticamente quelli degli anni ’60 e visivamente consentono agli spettatori di immergersi letteralmente nel passato. Penelope e i Diabolici Toupè propongono dunque uno spettacolo completo condito da ironia e istrionismo, che li rende richiestissimi: negli ultimi due anni, si è esibita in più di duecento spettacoli e ottenendo ottimi consensi di critica e pubblico.

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