La poesia dell’esilio

25 Ottobre 2012

GORIZIA. Esiliati dalla terra d’origine e costretti alla migrazione forzata, hanno trasferito nella scrittura il sentimento dell’allontanamento, dell’abbandono, diventando poeti e scrittori affermati e nostalgici. E’ successo a Giorgio Caproni: è nato a Livorno nel 1912, è stato richiamato dall’esercito nel 1939, è rimasto con i partigiani in Val Trebbia fino alla Liberazione e si è quindi trasferito a Roma dove si è spento nel 1990. E’ successo a Çirim Muça, nato in Albania nel 1965 e fuggito dalla sua terra nel 1991. Dopo aver trascorso cinque anni in clandestinità in Italia, si è sposato e ora vive a Milano. Queste storie drammatiche di persone lontane dalle proprie origini, non per scelta, ma per necessità, sono state raccontate alla Fondazione Villa Russiz (Capriva) – presenti il presidente della stessa, Silvano Stefanutti, e per la Regione il consigliere Paride Cargnelutti-, nella Giornata della poesia dall’esilio, all’interno della manifestazione Ator Pal Mont, dedicata appunto alle migrazioni. Durante la serata, realizzata in collaborazione con la Civica Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe, gli attori Chiara Donada e Francesco Godina hanno letto alcune poesie di poeti costretti all’esilio, mentre il professor Francesco De Nicola ha introdotto l’opera del poeta Giorgio Caproni, i cui temi ricorrenti erano proprio il viaggio, le frontiere e le terre di nessuno; l’attore Andrea Zuccolo ne ha interpretato le poesie. Spazio poi allo scrittore, poeta e editore albanese Çirim Muça e ai figli di Giorgio Caproni, Silvana e Mauro.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!