La magia di Shakespeare

7 Settembre 2014

PORDENONE. L’intramontabile magia di Shakespeare è la proposta dell’Associazione Le Muse Orfane per la Musae, il calendario culturale della Provincia di Pordenone, con tre date: 9 settembre nella sala consiliare della Provincia a Pordenone, 18 settembre all’Aldo Moro di Cordenons e 27 settembre nel parco della Palazzina Ferro ad Aviano, sempre alle 21 e sempre con ingresso libero.

Viviana Piccolo

Viviana Piccolo

Silvia Lorusso, ideatrice del progetto di cui cura drammaturgia e regia, ha scelto alcune delle scene più rappresentative del teatro shakespeariano articolandole in 5 sezioni: la Magia, l’Amore, il Potere, la Follia l’Epilogo; temi scelti dall’autrice e regista Silvia Lorusso per compiere un viaggio fra i contenuti ricorrenti dell’opera del Bardo. Per la Magia sono stati scelti brani tratti da La Tempesta, con Prospero alle prese con la figlia Miranda e lo spirito Ariel. “Una magia – spiega la regista – in fondo innocua, che inebria sia Prospero che Ariel e che li fa sorridere. Da una parte sono ammaliati dalla potenza della fantasia che affonda le navi, dall’altra sono tragicamente consapevoli della fragilità dell’esistenza umana che, come una barchetta di carta, è chiamata ad attraversare il mare della vita per trovare prima o poi la morte”.

Il secondo quadro è dedicato all’Amore, con la celeberrima scena del balcone tratta da Romeo e Giulietta: al centro, la consacrazione del giuramento d’amore. Un giuramento – osserva Silvia Lorusso – che ricorda quello di Piramo e Tisbe, gli infelici amanti babilonesi, a cui è dedicata la prima scena del quinto atto di Sogno di una notte di mezza estate: “I giovani innamorati giurano, facendo volare il loro amore sopra le rivalità e le lotte di potere, incidendo parole come lastre di pietra”. La terza e quarta sezione sono dedicate al potere e alla follia riportando alcuni estratti da Macbeth. Si vedranno i due protagonisti ordire la trama di assassinio per la loro scalata al potere e poi pagarne le conseguenze con il rimorso e la follia. “La morte – sottolinea la regista Silvia Lorusso – è il prezzo del peccato, secondo San Paolo, ed è questa la conseguenza che si rivela essere al centro della tragedia, poiché il delitto genera il delitto e determina la morte dell’anima”. L’Epilogo, sempre tratto da La Tempesta rappresenta la rinuncia alla magia la consapevolezza dell’impossibilità da parte dell’uomo di comprendere fino in fondo il grandioso mistero dell’universo.

Intrepreti sono: Viviana Piccolo, Enzo Cadamuro, Clelia Delponte, che indosseranno i bellissimi costumi realizzati dal Circolo Anziani Cordenons e Marta Bortolotti. Scenografie di Luigina Tusini, grafica di Graziano Del Linz.

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