La magia dell’Operetta

30 Ottobre 2012

Il cast di Operetta, eterno amore

TRIESTE. Un misterioso e simpatico personaggio, torna dopo oltre mezzo secolo, ad incarnare la figura dell’attore brillante tipica dell’Operetta: è un protagonista dell’epoca avventurosa delle grandi compagnie d’operetta, “tornato” per riordinare i ricordi di un’epoca e di un genere dei primi decenni del Novecento. Nel rileggere le pagine del suo libro virtuale affiorano i ricordi di una “età dell’oro” della Leggerezza, le incantevoli memorie musicali dell’Operetta francese, viennese, italiana, che hanno fatto sognare mezzo mondo dalla fine dell’Ottocento alla seconda guerra.

Gennaro Cannavacciuolo

Debutta mercoledì 31 ottobre (con replica giovedì 1 novembre) in anteprima nazionale al Teatro Orazio Bobbio di Trieste lo spettacolo “OPERETTA, ETERNO AMORE” – firmato da Gianni Gori e Alessandro Gilleri, prima produzione della neonata società di produzione Golden Show. Si tratta di uno spettacolo unico nel suo del genere, in assoluto la prima commedia d’operetta mai realizzata, uno scrigno di gioielli ancora scintillanti della ‘piccola lirica’, che rivive sulle musiche preziose di Offenbach, Lehár, Kálmán, Abraham, Stolz, Lombardo, Ranzato, Pietri, Costa. A ricomporre in scena questi successi intramontabili un cast formato dal grande artista napoletano Gennaro Cannavacciuolo – erede della scuola partenopea di Eduardo e di Pupella, attore e cantante raffinato e popolarissimo per la sua frequentazione del teatro, dell’operetta e del Musical – il soprano Daniela Mazzucato, fuoriclasse di straordinaria versatilità, l’elegante e prestigioso tenore Max Rene’ Cosotti, il noto cantante e attore Andrea Binetti e il pianista Marco Scolastra.

Dopo il debutto lo spettacolo affonterà, tra la fine del 2012 e il 2013, un tour che toccherà i principali teatri italiani. Già definite rappresentazioni a Milano, Bologna, Roma, Mantova, Padova, San Remo, Catania, Palermo, Mestre, Tortona e Cuneo.

Un momento delle prove

Dai primi capolavori di Offenbach (che sbeffeggiano l’aristocrazia e la società del Secondo Impero) alla sensualità dell’operetta viennese, all’operetta italiana con i suoi paradisi esotici e maliziosi in cui già scintillano i lustrini della gloriosa Rivista, l’Operetta rappresenta, tra Otto e Novecento un panorama della cultura europea della Leggerezza: un mondo che le guerre mondiali sembrerebbero aver sconvolto e che invece è rimasto all’orizzonte come un’illusione emozionante e delicata. E ai margini del grande teatro drammatico e musicale, sopravvive con la sua grazia popolare come un autentico fenomeno culturale. L’operetta è teatro totale in cui all’interprete si richiede il massimo di eclettismo scenico e vocale (tra parola, canto, danza) oltre alla classe e alla simpatia. “Operetta, eterno amore” rigenera le pagine più godibili (talune eccelse ed immortali) dell’operetta francese, danubiana, italiana; dal punto di vista scenografico, una serie di proiezioni accompagneranno i circa trenta interventi musicali e lo renderanno visivamente godibile e moderno: alla “lirica leggera” si dà una dimensione teatrale attuale e dinamica.

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