La filosofia dell’Ape Maia

7 Novembre 2014

PORDENONE. CinemazeroKIDS – e il rodato servizio di seggiolini, formatore della Mediateca e prezzi a misura di ogni tasca (biglietto unico a 5 euro, Kids 3 euro, ingresso gratuito per i possessori della CinemazeroCARD che accompagnano 2 bambini) – torna sabato 8 alle 15.30 e domenica 9 novembre alle 15 con l’apprezzato film sullla leggendaria “Ape Maia”. Noi italiani l’abbiamo conosciuta nel 1980, quando la Rai trasmise per la prima volta l’anime giapponese del ‘75. L’ape Maia era però nata molto prima, nel 1912, per mano dello scrittore tedesco Waldemar Bonses. Sin dalla nascita Maia dimostra il suo carattere vulcanico e positivo a oltranza. Incapace di accettare l’anonimato e le attività imposte dalla società dell’alveare, e garantite dalla severa consigliere reale Ronzelia, Maia scappa in cerca di avventure, seguita dall’amico fuco Willi. Con l’aiuto del saggio grillo Flip, capirà appena in tempo che l’imminente guerra delle api contro i calabroni è totalmente inutile, ed è anzi alla base di un complotto.

ape maia_01Il regista Alexs Stadermann garantisce qualità dell’animazione e il rispetto dei tempi narrativi e di montaggio e dà un ruolo centrale al messaggio pacifista. La guerra è voluta, per ambizioni personali, da singoli individui che trascinano le collettività in scontri dei quali la massa capisce ben poco. Ci salverà l’anticonformista, cioè un personaggio che come Maia sfodera l’individualità sufficiente a guardare le cose dall’esterno… e a capire prima degli altri le losche mire. I genitori sorrideranno di fronte alla semplificazione (anche se il concetto in generale non è affatto stupido), ma loro come i figli apprezzeranno la protagonista. Esuberante, dotata della riconoscibile energia infinita di un bambino vero, Maia esplode in risate contagiose e considerazioni istintive sul mondo, in una buona fede costante e terapeutica, che travolge il variegato e simpatico cast, nonché noi stessi.

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