La Contessa di Castiglione cambiò la storia d’Italia?

19 Maggio 2015

UDINE. “Contessa di Castiglione, femme fatale del Risorgimento”, che convinse con le sue grazie Napoleone lll a sostenere la causa dell’indipendenza italiana. Questo il tema che il relatore Gino Monti svilupperà giovedì alla galleria Accademia Città di Udine (via Anton Lazzaro Moro 58) con inizio alle 18. Ingresso libero.

In una bella mattina di primavera la più elegante e importante società di Parigi si era data convegno nel castello di Compiègne per l’inaugurazione di una grande giostra di cavalli in legno. Al convegno partecipava l’Imperatore, Napoleone III. Quando la giostra si mise in moto, al suono di un’allegra musica, ed ebbe raggiunto la massima velocità, una bella signora alzò la mano guantata facendo segno che il carosello si fermasse. Essa ne discese barcollando, un gentiluomo accorse in suo aiuto e le chiese: “Contessa, vi sentite male ?”. La splendida signora alzò verso di lui i suoi occhi ammalianti e rispose: “Oh, sire, vi ringrazio ma vi prego, non datevi pensiero per me”. Quel gentiluomo era l’Imperatore Napoleone III .

La contessa, invece, era un membro della Diplomazia piemontese in missione segreta per mandato diretto del Governo. La passeggiata che ne seguì li portò fin dietro una siepe di bosso dove un lungo bacio dette inizio ad una storia che si inserì poi, fruttuosamente, in quella più importante della patria italica. La futura Contessa di Castiglione, all’epoca di quel bacio appena diciannovenne, era nata a Firenze da nobile famiglia col nome di Virginia Oldoini e il racconto, che dovrà necessariamente entrare in più d’una camera da letto, ne traccerà la vita avventurosa e così preziosa per il nostro Risorgimento. La sua fine la colse infelice, tradita da un ingiusto destino, negli stessi giorni in cui moriva anche il secolo, quello straordinario ‘800 che le fu scenario nei momenti del trionfo.

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