La canzone c’è: concorso per unirla a un video

16 Dicembre 2015

UDINE. La nuova creazione artistica di Dj Tubet (il rapper trentatreenne di Nimis), presentata a Udine, nella sede della Regione, si chiama “No sta a contâmi dome chê storie”. La canzone – eseguita insieme alla cantante Camilla Grassi, in arte Milly, che per la prima volta canta in friulano – ha come cornice la storia di un soldato in trincea durante la I Guerra Mondiale che, nell’attesa del nuovo ordine d’attacco, ripercorre le tappe più importanti della storia del Friuli facendo così una riflessione sulla guerra, la pace e le proprie radici. I nodi storici elencati utilizzano come fonte il libro “La nestre storie” di pre Checo Placerean e, nella composizione della base rap, c’è una citazione melodica cinquecentesca di Giorgio Mainerio: “Putta nera, ballo furlano”.

«Quello di Dj Tubet, un musicista pluripremiato e un educatore, è un lavoro di sintesi ben riuscito che l’ARLeF ha deciso di sostenere e utilizzare con due finalità: una prettamente didattica (nelle scuole primarie di primo e secondo grado) e l’altra come veicolo multimediale promozionale della Fieste de Patrie dal Friûl che si celebrerà il 3 aprile del 2016», dice il presidente dell’Agenzia, Lorenzo Fabbro.

Fabbro e il dj Tubet

Fabbro e il dj Tubet

Infatti, l’ARLeF ha deciso di lanciare un concorso per la realizzazione del video della canzone, senza porre limiti alla tipologia. La consegna della sceneggiatura e del curriculum del proponente è stabilita entro la data del 20 gennaio 2016. Al vincitore verranno messi a disposizione 7mila euro per la preparazione del video che dovrà essere pronto per la fine di marzo poiché diventerà il veicolo promozionale ufficiale della Fieste de Patrie 2016. Canzone e bando di concorso possono essere scaricati dal sito www.arlef.it/progjets/iniziativis/storie-rap.

«Dj Tubet ha creato uno strumento d’avvero utile per stimolare la conoscenza della storia del Friuli – ha aggiunto Diego Navarria, presidente dell’Assemblea della Comunità linguistica friulana, alla quale aderiscono 80 Comuni del Fvg – e da utilizzare per celebrare in maniera ancora più degna del passato, la ricorrenza della Fieste de Patrie. Ci faremo carico di proporlo ai sindaci delle territorio e alle scuole».

Il materiale prodotto da Dj Tubet può essere anche concepito come colonna sonora, strumento didattico per la divulgazione e la riflessione storica friulana dalle origini alla I Guerra Mondiale, offrendo una cronologia semplificata con l’aggiunta di materiale poetico approfondibile in aula. La base musicale può essere utilizzata come strumento per cantare il testo della canzone così come viene fornito, oppure modificabile a piacere dall’insegnante. La base musicale contiene una citazione melodica di “Putta nera, ballo furlano” di Mainerio, eseguita nella sua linea di canto da un flauto sintetizzato, utile come spunto didattico per parlare di musica friulana tradizionale. Questa melodia può essere accompagnata dalla classe con il flauto in dotazione perché, nella parte dell’inciso e nel ponte tra gli ultimi due ritornelli, è presente nella notazione originale cosi come descritta ne: “Il primo libro de balli” del Mainerio stesso.

L’ARLeF, nei prossimi tre mesi, promuoverà lo strumento musicale creato da Dj Tubet presso gli insegnati e le scuole, mettendolo a disposizione della loro attività didattica, in preparazione alla ricorrenza del 3 aprile.

Pre Checo Placerean, prete, insegnate, friulanista, è nato a Montenars il 30 novembre 1920 ed è morto a Udine il 18 novembre 1986. Dopo aver tradotto la Bibbia in friulano, nel 1984 (con pre Toni Beline), ha scritto, tra l’altro, “La nestre storie”, uscita postuma, nel 1990. La pubblicazione è la trascrizione di una conferenza tenuta da pre Checo, nell’inverno 1978, ad Avasinis.

Giorgio Mainerio, musicista e compositore, nacque a Parma nel 1535 e morì ad Aquileia nel 1582. Visse a Udine tra il 1560 e il 1570. Nel 1578 divenne Maestro di Capella della chiesa di Aquileia. Scrisse principalmente opere di carattere sacro, ma pubblicò anche una raccolta di canti e balli profani di origine e d’uso popolari: “Il primo libro de’ balli accomodati per cantar et sonar d’ogni sorte de instromenti”, che fu stampato a Venezia nel 1578.

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