Istruzioni per il futuro

12 Maggio 2013

Beatrice Bonato

UDINE. Domenica 12 maggio alle 11 al Teatro San Giorgio, Mauro Ceruti, ordinario di Filosofia della Scienza all’Università di Bergamo e fra i massimi teorici del pensiero della complessità, sarà protagonista dell’incontro “Istruire Educare Trasmettere”, condotto da Beatrice Bonato. È il sesto appuntamento di “Europensieri”, colazioni filosofiche organizzate dal CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Società Filosofica Italiana – Sezione FVG e con il sostegno di Banca di Udine. Il ciclo, a cura di Beatrice Bonato, prevedeva cinque incontri di approfondimento, svoltisi al San Giorgio da dicembre ad aprile, su alcuni degli spunti offerti dagli spettacoli di Eurovisioni nella 31a stagione del Teatro Contatto. Quest’ultimo appuntamento è un fuori programma pensato per il pubblico della IX edizione di Vicino/Lontano, a Udine dal 9 al 12 maggio. Le riflessioni di Ceruti saranno accompagnate dalle letture degli attori Rita Maffei e Stefano Rizzardi
da testi di Friedrich Nietzsche, Martha C. Nussbaum, Edgar Morin, Mauro Ceruti, Peter Sloterdijk, Hannah Arendt. E come da formula “Europensieri”, il pubblico potrà gustare la colazione gentilmente offerta da Illycaffè di Trieste e dal Ristorante Allegria di Udine.

Il futuro dell’Europa si giocherà in modo decisivo sul terreno dell’educazione, in una partita a cui saranno chiamate le istituzioni scolastiche e universitarie. Da tempo i documenti europei insistono sull’urgenza di rinnovare programmi e metodi in vista delle sfide da affrontare nella competizione planetaria. I giovani dovranno apprendere, si sostiene, fondamentali competenze comuni in tutta l’Unione, da spendere in un mercato del lavoro esigente e flessibile. Se questa è la prospettiva, può sembrare una perdita di tempo dedicarsi a studiare discipline scarsamente utilizzabili e difficilmente omologabili come quelle umanistiche. Perché trasmettere un patrimonio di idee, immagini, lingue, destinate forse a diventare un lusso per pochi amanti del passato? Il mito dell’innovazione continua non lascia in effetti molto spazio alla riflessione sul nesso fra istruzione, educazione, trasmissione culturale. Ma l’identità culturale europea non consiste proprio nella pluralità delle sue diverse tradizioni? Puntando alla standardizzazione non si rischia di distruggerla? Eppure esistono paradigmi diversi, fortemente progressivi senza essere appiattiti sulle logiche tecno-economiche. Il più influente è oggi il pensiero della complessità, orientato a riunificare in una nuova cornice saperi scientifici e umanistici e a valorizzarne tanto i legami quanto le ricchezze peculiari.

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