Il precario e il professore

13 Febbraio 2012

Compiuto di slancio il giro di boa dei dieci anni di attività, Canzoni di Confine conferma la sua presenza nel numero ristretto delle più qualificate rassegne di spettacolo e cultura. Sarebbe sufficiente ricordare i nomi degli artisti italiani e internazionali che nelle varie edizioni hanno dato vita e rilievo alla manifestazione, affiancando i migliori protagonisti della musica e della canzone d’autore espressi dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Ricordiamo con affetto Sergio Endrigo e Bruno Lauzi, e ripensiamo poi a Omara Portuondo, Manuel Argudin, Vlado Kreslin, Arsen Dedic, Zoran Predin, e ancora a Rossana Casale, a Tosca, Franco Simone e Bungaro, a Lucilla Galeazzi e a Mario Incudine, per arrivare alle più recenti esperienze di teatro/canzone, con i successi straordinari di Neri Marcorè e di Simone Cristicchi. Proprio in ragione di questi recenti successi, l’edizione 2012 intende ripercorrere la strada del teatro/canzone, attuale e interessante, con un’opera stavolta tutta “friulana”. Un salto di qualità e di intenzione: invece di ospitare in Regione artisti italiani e internazionali, per la prima volta Canzoni di Confine propone uno spettacolo scritto, realizzato e interpretato da artisti “di casa”, vanto e bandiera, in Italia e nel mondo, del segno friulano. Friulano, come Valter Sivilotti, eclettico protagonista, anima musicale e artistica della rassegna, non solo nelle vesti di arrangiatore e direttore, ma anche di sapiente collettore di riconosciute realtà e giovani promesse. Nell’edizione 2012 Sivilotti accosterà il talento di Giuseppe Battiston, Piero Sidoti e di altri inossidabili artisti, a quello dell’Orchestra di giovani talenti Accademia d’Archi Arrigoni di San Vito al Tagliamento da lui fortemente voluta in rappresentanza del rinnovato fermento musicale che attraversa l’intera Regione, da sempre prodiga di significative espressioni artistiche.

Nell’occasione, quindi, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, sarà presentato GENTEINATTESA – IL PRECARIO E IL PROFESSORE di e con Giuseppe Battiston e Piero Sidoti (con la partecipazione straordinaria di Maurizio Tatalo). L’appuntamento è nell’Auditorium di Talmassons, sabato 18 febbraio, ore 21.00 e, il giorno successivo a Fagagna – Teatro Vittoria, alle ore 17.00. Con Piero Sidoti (chitarra e voce) si esibiranno anche U.T. Gandhi (batteria) e Romano Todesco (contrabbasso), assieme all’Orchestra di giovani talenti Accademia d’Archi Arrigoni di San Vito al Tagliamento. Le musiche sono di Piero Sidoti, gli arrangiamenti e la direzione di Valter Sivilotti. Coordinamento artistico e comunicazione Edoardo De Angelis e Mariacristina Di Giuseppe.

Si tratta di uno spettacolo “agro-dolce” di parole e musica: una galleria di persone anonime che stazionano nell’incertezza e aspettano che arrivi prima o poi il loro momento. Personaggi defilati, rimossi, disattesi: la prostituta del brano Venere nera, un vecchio ballerino in disarmo, un acrobata, un prigioniero, un musicista, un giovane precario a vita; gente comune che sopravvive ai margini e proprio lì, in quelle periferie dell’animo e della società, affina una propria, particolare sensibilità, in grado di rubare alla quotidianità attimi unici di emozioni e pensieri. E’ gente comune ma preparata che riesce a barcamenarsi nella giungla fitta di contratti a progetto e lavoretti a termine: un’espressione che può risuonare a un precario risolutiva e perfino rassicurante, ma che cela una condizione permanente di sottoccupazione temporanea e disoccupazione affettiva. Fra un brano e l’altro si fa spazio il personaggio dello “scafato” professore di matematica del liceo, che dall’alto del suo trascorso sessantottino – poi riciclato in cinismo disincantato – invita un ex-studente a “surfare” sulla vita, a stare a galla, dribblare gli ostacoli e soprattutto a prendere le cose con astuzia. E’ un modo per continuare a sopra-vivere, farsi accudire ancora da mamma e papà e ogni tanto rubacchiare anche sulla pensione del nonno, ma altresì per spegnere a poco a poco il sogno dei grandi orizzonti e per piegarsi al piccolo cabotaggio della navigazione sotto costa.

In tutto questo Piero Sidoti e i musicisti sanno restituire pienamente la ricca atmosfera e i molti colori delle storie cantate. In questa formazione assolutamente unica, si affianca come autore/attore, ma anche come ospite speciale, Giuseppe Battiston, notissimo e pluripremiato interprete del cinema italiano di qualità. Battiston e Sidoti sono amici d’infanzia: giocavano insieme da piccoli e ancora continuano a giocare con passione sul palcoscenico, con la musica e il teatro. Arricchisce l’evento, come si è detto, la partecipazione straordinaria di Maurizio Tatalo.

Piero Sidoti, udinese, classe ’68, arriva solo apparentemente tardi al suo primo disco in distribuzione nazionale, “Genteinattesa”. Il suo curriculum, infatti, è ricco di esperienze e anche di riconoscimenti. Si comincia nel 1993 quando arriva finalista a Castrocaro e si prosegue di riconoscimento in riconoscimento fino al 2004 quando raggiunge la sua prima tappa importante vincendo il Premio Recanati e ottenendo anche, in quell’occasione, i sinceri di apprezzamenti di Lucio Dalla che gli mette a disposizione il suo studio per la registrazione di tre brani del nuovo disco. Sempre nel 2004 ha vinto il “Premio l’artista che non c’era” e il Premio Fabrizio De André come “miglior poesia in musica” e “miglior cantautore”. Nel 2005 è stato premiato come miglior artista non prodotto al Festival “Domenico Modugno” e nel settembre 2008 si è esibito al “Tenco che ascolta”, a Provvidenti, invitato come “uno degli emergenti più interessanti sul territorio nazionale”….

Parallelamente si fa apprezzare nella sua regione, il Friuli Venezia Giulia, sia come cantautore sia come attore, collaborando con Beppe Battiston col quale realizza lo spettacolo “Pagine a due in musica”, presentato anche alla rassegna “Milano Oltre” (2000) e il più recente “Particelle” (2007-2008 con una ripresa nel 2009/10), uno spettacolo amaro, tra recitazione e canzoni, che affronta il tema dei giovani e dell’infrangersi delle loro alte aspirazioni nel mare magnum del precariato e dei lavori saltuari. Ha girato i teatri italiani con lo spettacolo “Odissea di un suonatore di campanelli” da lui scritto e interpretato assieme ad Antonio Marangolo con il quale collabora da diversi anni. “Genteinattesa”, prodotto da Produzioni Fuorivia e distribuito da EGEA è il suo primo cd a diffusione nazionale. Ha gli arrangiamenti di Antonio Marangolo e le prefazioni di Lucio Dalla e Massimo Cotto. Special guest in alcuni brani l’attore e amico Giuseppe Battiston.

Giuseppe Battiston è attore di cinema e di teatro. La sua carriera ha inizio a teatro, dove interpreta ruoli di grande risalto arrivando a vincere nel 1986 il premio UBU come miglior attore non protagonista per la rappresentazione “Petito Strenge” di Alfonso Santagata. Proprio a teatro viene notato da colui che gli offrirà il debutto sul grande schermo, Silvio Soldini, che gli affida nel 1993 una parte per il suo ‘Un’anima divisa in due’. Il sodalizio con questo regista gli vale un’assidua partecipazione alle sue pellicole, infatti Soldini lo richiama per ‘Pane e tulipani’ (1999), in cui interpreta un investigatore privato un po’ maldestro che gli fa vincere il David di Donatello e il Ciak d’oro come miglior attore non protagonista, e per “Agata e la tempesta” (2004), che gli vale un’altra nomination ai David. Nel 2000 è il film con Aldo Giovanni e Giacomo “Chiedimi se sono felice” che lo mostra al grande pubblico. Ottiene una nomination anche al Nastro d’argento come miglior attore non protagonista nel 2006 per il film di Cristina Comencini ‘La bestia nel cuore’. Nel 2007 recita in due pellicole, “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati, vincendo il premio come miglio interprete italiano alla Festa del Cinema di Roma, e nella commedia “Non pensarci” di Gianni Zanasi con Valerio Mastandrea.

In teatro, nel 2009, ha vinto il premio Hystrio e il Premi ETI – Gli Olimpici del Teatro 2009 come miglior interprete di monologo per “Orson Welles’Roast”, spettacolo che gli vale anche, all’inizio del 2010, il Premio UBU come miglior attore protagonista. Nel 2011 altri due riconoscimenti premiano il suo lavoro: il Pegaso d’oro (Premio Flaiano) per l’interpretazione di “18 mila giorni – Il pitone”, spettacolo teatrale realizzato nella stagione 2010-11 insieme al cantautore Gianmaria Testa e il David di Donatello come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione nel fil “La Passione” di Carlo Mazzacurati.

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