Il “multiforme ingegno” di Arturo Malignani: una mostra

19 Novembre 2015

UDINE. Sarà inaugurata sabato 21 novembre alle 11 l’evento “1865-2015 Arturo Malignani e il suo tempo”, nei locali dell’istituto che ne porta il nome in via Leonardo da Vinci 10 a Udine. Nell’ambito delle manifestazioni che il Comune e la Provincia di Udine hanno dedicato ad Arturo Malignani in occasione del 150° dalla nascita, l’Istituto inaugura un percorso didattico permanente alla sua memoria. Non propriamente una mostra, l’iniziativa mette in mostra, attraverso una sequenza di 35 pannelli illustrati, molti libri e alcuni oggetti, la molteplicità degli interessi del grande inventore udinese in parallelo con le sezioni in cui è strutturata oggi la scuola.

Brevetto di vettura elettrica

Brevetto di vettura elettrica

Non tutti gli oggetti conservati nella scuola sono esposti, ma non va dimenticato che proprio l’Istituto Malignani conserva le lampadine originali create da Arturo nei suoi primi esperimenti. E’ un piccolo patrimonio che fa parte delle diverse collezioni storiche in lascito all’Istituto e in continuo arricchimento. Inedito l’approccio multidisciplinare, straordinarie le modalità della curatela: 41 docenti e 67 studenti affiancati da 5 classi hanno prodotto una ricerca che racconta con testi e immagini Arturo Malignani non solo nella veste del giovane inventore legato alla storia dell’illuminazione, ma di appassionato meteorologo, determinato imprenditore nel mondo dei trasporti pubblici e privati, visionario costruttore edile, artefice dello sviluppo dei cementifici e delle centrali idroelettriche in Friuli.

Udine, Industria Cementi del Friuli (Foto Brisighelli)

Udine, Industria Cementi del Friuli (Foto Brisighelli)

“Arturo Malignani è stato un brillante anticipatore del futuro – afferma l’assessore alla Cultura del Comune di Udine Federico Pirone –. Esprimiamo dunque il nostro apprezzamento per l’iniziativa della scuola che porta il suo nome e che ha pensato a una mostra che, come quella organizzata proprio in questi mesi dal Comune alle Gallerie del Progetto, vuole parlare ai giovani. Per il Comune, infatti, è un dovere provare a far coincidere la prospettiva di questa città con l’idea di modernità che esprimeva lo stesso Malignani grazie al suo spirito e al suo coraggio intellettuale. Non dimentichiamo, infatti, che la città di Udine diede fiducia proprio a un giovane allora 23enne nel ridefinire un modello di cultura e rappresentare così una città e un Friuli diverso, che non hanno guardato e non guardano solo a se stessi, ma riescono a stare nella contemporaneità proponendosi al di fuori dei propri confini a testa alta”.

L’assessore all’Istruzione della Provincia di Udine, Beppino Govetto, dichiara che “è molto significativo che l’Istituto Malignani abbia realizzato un itinerario didattico sulla figura dell’inventore di cui porta il nome, e in particolare che siano stati gli studenti ad approfondirne la figura, il contesto storico e le scoperte. In questo modo saldano il debito della fama che l’Istituto deve ad Arturo Malignani, un innovatore in tanti campi che ha fatto fare al territorio un balzo in avanti in termini di sviluppo industriale. Al contempo l’iniziativa valorizza alcuni dei lasciti che i privati fanno alla scuola, custode del passato quanto del futuro. Ci auguriamo che il percorso didattico possa essere visitato da altre scuole perché l’obiettivo delle celebrazioni del 150° della nascita di Arturo Malignani è divulgare le scoperte del grande udinese che ha favorito uno sviluppo economico importante.”

“E’ un punto di partenza per offrire in modo permanente a tutti futuri allievi dell’I.S.I.S. Malignani una vicenda umana esemplare e avventurosa proiettata nel futuro”, così il dirigente scolastico Andrea Carletti descrive il lavoro nel suo testo introduttivo. Segue la ricerca che contestualizza l’operato di Arturo Malignani nel vivace clima culturale tra ‘800 e ‘900, quando si costruivano le prime grandi gallerie ferroviarie, ponti e grattacieli. Anche un’auto elettrica e una torre di cemento più alta della Tour Eiffel tra le innovazioni di Arturo Malignani. Studenti e docenti del Liceo di Scienze Applicate hanno provveduto a delineare il contesto storico dell’epoca, dall’annessione del Friuli all’Italia fino all’alba della seconda guerra mondiale quando, nel 1939, Arturo Malignani muore.

La ricerca degli studenti della sezione di Chimica evidenzia quanto determinante sia stato l’interesse per la fotografia, ereditato dal padre Giuseppe, nella sperimentazione sul vuoto nelle lampadine. “All’epoca le fotografie erano realizzate utilizzando il lampo al magnesio, che serviva per ottenere la quantità di luce necessaria quando si realizzava lo scatto. Conoscendo bene questa reazione chimica, egli comprese che, ponendo nell’ampolla un idoneo materiale sensibile all’ossigeno – il fosforo – esso, evaporando, consumava il gas residuo e lo preservava, allungando anche la vita della lampada”.

Torre in cemento

Torre in cemento

Importante il contributo delle sezioni Elettronica e Elettrotecnica, motivate dal fatto che, in una sua carta intestata, Arturo Malignani stesso si definiva “elettrotecnico”. Oltre all’accurata cronistoria dell’illuminazione elettrica di Udine e dell’attivazione del tram elettrico, il gruppo di ricercatori ha reperito le immagini dei brevetti di diverse invenzioni, in particolare quelli per la prima auto elettrica mai inventata. Ecco come descrivono i fatti: “L’inventiva di quel genio di Malignani era talmente vivace e inesauribile che già nel 1890 aveva ideato l’auto azionata ad energia elettrica con l’applicazione di una dinamo alimentata da pile. Il generatore era per quei tempi molto efficiente, così come le batterie che, a parità di efficienza, erano 10 volte più leggere di quelle in commercio. Dopo un anno di perfezionamenti, la vettura aveva un’autonomia di ben 70 km; era stata prevista anche una coppia di ingranaggi supplementari per migliorare la trazione in caso di forte pendenze. Malignani presentò l’automobile elettrica all’Esposizione di Palermo e si ha notizia che nel 1911 – con lievi modifiche – sia stata adoperata come taxi a Berlino”.

Studenti e docenti di Meccanica, Meccatronica, Energia hanno sottolineato come la vita di Arturo Malignani sia stata segnata dall’interesse per l’energia e dalla costante presenza di macchine. Termiche, idrauliche, motrici, operatrici: ognuna utilizzata per addentrarsi in quella moltitudine di discipline che ne ha caratterizzato la ricerca scientifica e il contributo allo sviluppo industriale della nostra regione, portando alla costruzione di una prima, spettacolare centralina termoelettrica costruita tra le case attigue alla sua abitazione e poi di altre quattro centraline idroelettriche, finalizzate all’illuminazione elettrica e al trasporto pubblico.

Costruzioni, Ambiente e Territorio riportano, anche qui con dovizia di immagini, il fatto che Arturo Malignani creò l’industria friulana del cemento. “Nel 1897, realizzando la diga di Crosis, egli comprende l’importanza di questo materiale e soprattutto le difficoltà e i costi per il suo approvvigionamento. Il 19 marzo 1907 Arturo Malignani costituisce nel 1923, insieme ad altri 30 imprenditori, la Società Cementi del Friuli”. Tra le tante fotografie spicca il progetto di una torre in cemento armato che Arturo Malignani progettò nel 1910 quasi ad emulare la Torre Eiffel, 30 metri più alta, ed esibire una prova concreta delle potenzialità di questo materiale.

Tra le passioni del Malignani ci furono anche l’astronomia e la meteorologia. Dal 1888 fino alla sua morte raccolse temperature minima e massima, precipitazioni e direzione del vento. I registri con le osservazioni meteorologiche di Arturo Malignani sono sopravvissuti a lui, non solo perché sono stati conservati, ma anche perché dopo la sua morte, la famiglia ha continuato a raccogliere e a trascrivere i dati allo stesso modo. Federico Malignani ha accolto gli studenti per una visita, mostrando loro gli strumenti che non sono mai stati spostati dai locali della Torre-Osservatorio costruita dal bisnonno tra il 1907 ed il 1908 nel giardino della casa di Udine. Ricca di citazioni la ricerca della sezione di Aeronautica, che getta una luce ancora diversa sull’operato del grande udinese.

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