Il mondo inquinato

27 Agosto 2013

PORDENONE. Stesso orario (ore 17) per due iniziative rivolte ai bambini per l’Estate in Città di mercoledì 28 agosto. Per i piccolissimi (fino a 6 anni) ci sono le letture di Matilda nello Spazio morbido della Biblioteca, per i più grandicelli al parco di San Valentino si conclude il ciclo di incontri Mani d’autore, laboratorio artistico a cura di Julia Artico. Con questo ultimo incontro i piccoli partecipanti (bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni) porteranno a conclusione la realizzazione di un’opera collettiva in fieno: la scultura di un drago, di cui i ragazzi hanno realizzato anche disegni e creato storie. “Il fieno – dice Julia Artico – è un materiale ricco di suggestioni visive, tattili, olfattive, un mezzo ideale per stimolare la creatività dei più piccoli”. L’artista e didatta si è avvicinata al fieno come strumento creativo per protesta contro lo spreco di questo materiale, oggi considerato “di scarto”, mentre è elemento cardine della tradizione contadina del Friuli. I suoi lavori si concentrano soprattutto su figure animali, dalle linee morbide, con una carica di gioiosa armonia; sono stati apprezzati da Valcucine (che ha da tempo “adottato” come mascotte le mucche di fieno), ma anche in un evento collaterale alla Biennale di Venezia 2013, la mostra “Oltre il paesaggio mistico”. Di recente Julia ha sperimentato le potenzialità della scultura in fieno con un violoncello, suonato dal Maestro Giovanni Sollima il primo maggio, al Teatro Occupato di Roma.

In mattinata (dalle 10 alle 15 nel Convento di San Francesco) sarà aperta la mostra di Pietro Disegna, per il progetto “Cantieri d’arte pubblica”, volto a valorizzare la creatività giovanile, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’ANCI, cui hanno aderito il Comune di Pordenone e quello di Belluno.

Carla Manzon

Si concludono alle 18 le letture a tema nelle sale del Museo Archeologico realizzate in collaborazione con l’attrice Carla Manzon. Prendendo spunto dai diversi siti archeologici della Destra Tagliamento sorti in prossimità o sull’acqua (tra i quali gli abitati preistorici di Palù di Livenza e di Bannia di Fiume Veneto, il castelliere dell’età del rame di Meduno, i castellieri dell’età del ferro di Gradisca di Spilimbergo e Palse di Porcia, e lo stesso complesso romano di Torre di Pordenone, nei cui pressi sorge il Museo), saranno presentati brani di letteratura classica e moderna che toccano il tema dell’acqua nei suoi molteplici aspetti: mare, fiume, lago, fonte, pioggia, tempesta. L’ambientazione sarà quella della sala 6 del Museo dove sono esposti in particolare i reperti dell’abitato palafitticolo del Palù di Livenza (sito Unesco dal 2011) tra cui un antico remo-pagaia in legno eccezionalmente conservatosi fino a ora. Sul finire di questa Estate in Città il Museo archeologico proporrà altri 2 appuntamenti per grandi e piccini, per vivere il Museo e la nostra storia in modo coinvolgente ed emozionale: venerdì 30 (ore 20, Info e prenotazioni: 0434.551.781 o prenotazioni@pnboxstudios.tv) ci sarà l’ultimo appuntamento con Al banchetto dell’archeologia, visita guidata al museo e cena sulla terrazza del castello, con concerto di Tafelmusik (musica da tavola); sabato 31 dalle 21 gli operatori di Eupolis accompagnano i bambini in una avventurosa notte al Castello-Museo, tra giochi e caccie al tesoro per poi dormire tutti assieme tra le sue possenti mura (info@eupolis.info).

Cinemazero chiude Al Cinema sotto le stelle – la rassegna all’interno del cartellone di Estate in città del Comune di Pordenone – alle 21.00 in piazza Calderari con “Trashed”, grazie all’ormai storica collaborazione con ARPA FVG. Declinato attraverso molteplici attività – da proiezioni all’interno de Le Voci dell’Inchiesta ai laboratori nelle scuole – il progetto che le due realtà portano avanti si è sostanziato anche nella creazione del portale www.mediatecambiente.it che verrà presentato nel corso della serata: uno spazio online che raccoglie progetti, sperimentazioni e novità che riguardano l’educazione ambientale attraverso l’audiovisivo, promosso dal Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale (LaREA) dell’ARPA FVG in collaborazione con la Rete Regionale delle mediateche del Friuli Venezia Giulia di cui fanno parte la Mediateca di Cinemazero e quella di Udine, Gorizia e Trieste. In questo percorso si inserisce anche la proposta del documentario prodotto e condotto da Jeremy Irons, che ha richiesto alla regista Candida Brady due anni di ricerca per la realizzazione, arrivando al Festival di Cannes l’anno scorso. Jeremy Irons ci conduce in un viaggio di incredulità e speranza attraverso i cinque continenti, dal Libano all’Inghilterra, dall’Asia all’America, mostrando quanto l’inquinamento dell’aria, della terra e dell’acqua stia mettendo in pericolo la salute dell’uomo, ma anche l’intera esistenza del pianeta. Irons e alcuni politici, scienziati sensibili alle conseguenze dell’inquinamento e un gruppo di persone comuni uniti nella battaglia contro il pericolo dei rifiuti tossici ci mostrano un pianeta bellissimo e ordinato visto dall’alto, che però a uno sguardo più attento e ravvicinato mette in luce discariche stracolme e montagne di spazzatura. Esemplari quelle delle coste del Libano, che raggiungono i 40 metri di altezza: molti di questi rifiuti sono tossici e pericolosi e rilasciano in mare periodicamente tracce della propria esistenza, trasportandole fino all’Italia, a Cipro e praticamente in tutto il Mediterraneo. Accompagnato dalle note di Vangelis e dalla macchina da presa attenta e audace di Candida Brady, l’attore britannico mostra immagini di vita (e morte) spaventose e si concentra anche su luoghi bellissimi comunemente considerati incontaminati come il Polo, in realtà tra i più inquinati al mondo. E anche attraverso l’incontro con scienziati ed esperti mette in luce verità inquietanti, riportate in maniera puntuale e precisa. Ogni anno buttiamo via 58 miliardi di bicchieri usa e getta, miliardi di sacchetti di plastica, 200 miliardi di bottiglie d’acqua, miliardi di tonnellate di rifiuti domestici, tossici ed elettronici. Non va certamente meglio dove sono stati costruiti gli inceneritori: le sostanze tossiche, diossina in testa, prodotte dalla combustione della plastica non solo si respirano, ma possono raggiungere l’uomo attraverso la catena alimentare: ci sono già i segni, per esempio, in Islanda e in Scozia. Una deviazione in Vietnam, dove la diossina veniva impiegata nel famigerato defogliante Agente Arancio, mostra gli effetti devastanti sul DNA umano, da cui occorrono almeno sei generazioni per eliminarla completamente. Segno che le comunità di uomini stanno già pagando un alto prezzo per la propria dissennata disattenzione.

Dopo questo viaggio tra i rifiuti, il documentario però alza lo sguardo verso il futuro e si concentra sui rimedi e le possibili soluzioni, come il compostaggio o l’acquisto di prodotti non imballati. Una rivoluzione essenziale e già in atto in nome di un mondo migliore. Un modo per passare dalla denuncia ad una reazione che si fonda su un cambiamento nel nostro stile di vita, che deve essere fatto subito, guardando a chi, come la città di San Francisco, ricicla il 75 per cento dei rifiuti di origine commerciale e ha creato oltre 1000 posti di lavoro nel settore.

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