Il melodramma dell’Est

18 Agosto 2014
Rimskij Korsakov

Rimskij Korsakov

PORDENONE. Protagonista degli incontri con la lirica a cura della Biblioteca Civica per l’Estate in Città, che punta i riflettori sul melodramma dell’est Europa, sarà martedì 19 agosto alle 16 Sadko, di Nikolaj Andreevič Rimskij Korsakov. La fiabesca vicenda, ispirata a un’antica bylina, narra le avventure di Sadko, un suonatore di cetra che, grazie all’amore di una figlia del re del mare, ottiene ricchezze, compie viaggi meravigliosi, scende fino agli abissi del re del mare e torna infine a Novgorod. Le situazioni consentono a Rimskij Korsakov di dispiegare il proprio gusto per un colorito esotismo, per un fiabesco decorativismo sonoro. Tra le arie più celebri è il Canto d’amore indiano.

Sadko4Il musicista russo (1844 -1908) praticò ogni genere musicale, ma la sua produzione più significativa è in ambito operistico e sinfonico. Fece parte del Gruppo dei Cinque impegnato nella creazione di uno stile nazionale russo. Tra i maggiori didatti del suo tempo, fu abilissimo strumentatore e autore di due trattati di orchestrazione. Come operista, fu più un grande narratore che un drammaturgo: tanto nel teatro quanto nella musica sinfonica, egli seppe soprattutto raccontare fiabe e leggende, evocare miti e sortilegi, dipingere meravigliosi quadri di natura, in un policromo ricamo di suoni difficile da eguagliare. Proprio per questa sua arte orchestrale ha avuto molta influenza, oltre che su quella russa, anche sulla musica occidentale del primo Novecento: specie sugli impressionisti francesi. Introduzione e proiezione dvd a cura di Roberto Cozzarin in collaborazione con Insieme per la biblioteca. Ingresso libero.

Prosegue nella Galleria d’arte moderna e contemporanea A. Pizzinato il ciclo di incontri E….State al Parco, un modo divertente e insolito per godere della mostra in corso dedicato ad Angiolo D’Andrea, pittore originario di Rauscedo attivo nella Milano dei primi del Novecento. L’appuntamento di martedì 19 agosto alle 17 “L’arte racconta” è rivolto ai bambini dai 5 ai 9 anni: sarà un affascinante viaggio attraverso le sale del museo alla scoperta di opere e storie illustra. La partecipazione è libera. Il percorso della mostra visitabile fino al 21 settembre (da martedì a sabato ore 15.30-19.30; domenica ore 10.00-13.00 e 15.30-19.30), si articola in diverse sezioni tematiche. Le prime sono dedicate al suo lavoro di disegnatore, illustratore e autore di pitture nell’architettura dagli esordi, nel 1900, fino al 1938. Segue una sezione dedicata al periodo simbolista e divisionista, tra il 1910 e il 1925, nel quale sono raccolti alcuni tra i suoi capolavori, tra i quali spicca “Gratia plena”, del 1922, con cui vinse la Biennale di Venezia, molto vicino a “Le cattive madri” di Segantini, sia nella scelta del tema che nella trattazione pittorica. Seguono le sezioni dedicate a “Lo spirituale nel naturale”, “Natura e paesaggio”, uno tra i temi preferiti dell’artista, l’impressionante nucleo raccolto ne “Gli anni della grande guerra, 1915-1918”, con disegni e dipinti realizzati durante i combattimenti, vissuti in prima persona. Per concludere con “La figura femminile. La Maternità. L’eros” e “Le suggestioni del genere: fiori e nature morte, 1910-1930”, un trionfo di fiori e gemme di molte specie, dai colori vivaci e brillanti.

Antonino Puliafito

Antonino Puliafito

Il Convento di San Francesco martedì 19 agosto per l’Estate in Città ospita il concerto Duo violoncello clavicembalo, interpreti Antonino Puliafito e Manuel Tomadin. Il duo interpreterà le tre “Sonate per viola da gamba e cembalo” obbligato di J.S. Bach, che sono fra le più note composizioni per questo strumento tipico dei secoli XVII e XVIII. Con il declino della viola da gamba, sono state a lungo suonate con altri strumenti, principalmente con il violoncello, ma già Bach le aveva composta anche per 2 flauti e clavicembalo. Caratteristica particolare è data dal fatto che, nonostante gli strumenti utilizzati siano due, l’effetto prodotto è quello di tre: le mani del clavicembalista suonano infatti due parti distinte, producendo un magnifico contrappunto a tre voci in cui rifulge l’arte di Bach, il più grande contrappuntista di tutti i tempi.

Antonino Puliafito dopo il diploma al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, si è perfezionato con maestri di fama internazionale (R. Filippini, E. Dindo, E. Bronzi, Trio di Parma). Dal 1997 al 1999 fa parte dell’Orchestra Giovanile Italiana e partecipa a varie tournée sotto la direzione di maestri quali Giulini, Inbal, Sinopoli. Ha collaborato con le più importanti istituzioni musicali italiane ed estere, come Orchestra del Teatro Regio di Torino, Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, Orchestra dell’Arena di Verona, Filarmonica Toscanini, Orchestra della Svizzera Italiana, Junge Deutsche Philarmonie, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. Dal 2005 fa parte dell’Orchestra della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.

Manuel Tomadin

Manuel Tomadin

Manuel Tomadin è probabilmente l’organista più decorato in competizioni di esecuzione/interpretazione della sua generazione. Già docente di Organo, composizione organistica e clavicembalo ai conservatori di Lucca, Piacenza, Monopoli, Ceglie Messapica e Venezia, ora insegna organo all’ Istituto Pareggiato Monteverdi di Cremona. Si dedica costantemente alla prassi esecutiva della musica rinascimentale e barocca anche attraverso lo studio dei trattati e degli strumenti dell’ epoca. Svolge intensissima attività concertistica, sia solistica, in assiemi o come accompagnatore in Italia e in Europa. Ha inciso vari dischi utilizzando soprattutto organi storici del Friuli Venezia Giulia. I dischi di Bruhns-Hasse, Kneller-Leyding-Geist sono stati recensiti con 5 diapason dall’ omonima rivista francese. Direttore artistico del Festival organistico internazionale Friulano “G. B. Candotti” e del Festival A. Vivaldi di TS. Organista della Chiesa Evangelica Luterana a Trieste, tiene corsi alla Staatliche Hochschule fuer Musik und Darstellende Kunst di Mannheim.

e chi ga ditoAll’arena verde del castello di Torre prosegue il Teatro d’Agosto al Castello, rassegna di teatro popolare in lingua e dialetto a cura della Fita per l’Estate in Città. Martedì 19 alle 21 la Compagnia teatrale “TuttoFaBroduei” metterà in scena “…e chi ga dito che i Adams no’ iera mai a Trieste”, testo e regia di Andrea Fornasiero. La vicenda è innescata da una lontana eredità, che porta due famiglie ad incontrarsi. E fino a qui tutto normale, se non fosse che una di queste è la famosa gotica strampalata Famiglia Adams che, anche se molti non lo sanno, è passata per Trieste per risolvere appunto dei problemi legali. In un turbinio di situazioni tragicomiche e frizzanti sketch, la pièce si preannuncia una commedia musicale tipicamente triestina con picchi di grande divertimento. In caso di maltempo si va nell’oratorio della vicina parrocchia.

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