Il Lago di Cavazzo: passato, presente e futuro in un film

15 Dicembre 2014

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VTS_01_1-14GEMONA. Nell’ambito di una serata dedicata alla natura, ai paesaggi, alla società dell’Alto Friuli e alle loro trasformazioni nel tempo, mercoledì 17 dicembre (ore 21) al Cinema Sociale di Gemona saranno proiettati a cura della Cineteca del Friuli il recente Voci dal lago di Elena Vera Tomasin, da un’idea di Luigi Stefanutti e Franco Marchetta, e La Carnia tace, girato da Dante Spinotti 35 anni fa.

Prodotto dall’Ecomuseo della Val del Lago con il contributo della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, dei comuni di Bordano, Cavazzo Carnico, Trasaghis, della Regione Friuli Venezia Giulia e con la collaborazione della Cineteca, Voci dal lago ripercorre un secolo di storia del maggiore lago naturale della regione, il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Fino agli anni ’50 luogo di attrazione turistica oltre che di pesca e svago per i locali, il lago ha subito un’improvvisa trasformazione che ne ha alterato completamente l’equilibrio dopo la costruzione della centrale idroelettrica della SADE a Somplago, entrata in funzione nel 1959. Pur nell’impossibilità di un ritorno alle origini e nella consapevolezza che nell’arco di un secolo il lago è destinato a scomparire, con un’azione importante di recupero iniziata negli anni ’80 un nuovo equilibrio è stato raggiunto. Si è ricreato un ambiente favorevole alla ripopolazione faunistica ed è stato istituito un parco botanico con centro visite, anche se – come emerge dal video – molto rimane ancora da fare sul piano dell’accoglienza turistica.

carnia_taceA seguire, sarà proiettato La Carnia tace, realizzato da Dante Spinotti fra il 1979 e il 1980 – prima che diventasse uno dei più acclamati direttori della fotografia a Hollywood e in Europa – insieme al giornalista, scrittore e guida alpina Sergio De Infanti e al montatore Gianni Lari. Il documentario, che sarà presentato anche al Visionario di Udine, giovedì 18 dicembre in occasione della premiazione della X edizione del Concors par tescj cinematografics in lenghe furlane (inizio serata ore 20.30), propone una visione insieme lirica e politica della montagna friulana, culla di un’antica cultura che va scomparendo di fronte a nuovi modelli di vita.

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