Il gioco, che passione! Ma com’era nell’antichità?

2 Giugno 2015

UDINE. La Società Friulana di Archeologia, in occasione della Giornata mondiale del gioco, organizza un evento speciale, che si svolgerà in due giornate, dedicato al gioco e ai giocattoli nell’antichità. Sarà questa l’occasione di conoscere i passatempi dei nostri antenati e di provare a giocare come loro, immaginando di tornare indietro nel tempo… L’evento I giochi nell’antichità avrà inizio Venerdì 5 giugno alle 16.30, nella Torre Porta Villalta a Udine. Ci saranno diversi interventi a cominciare da quello di Chiara Zanforlini (Università degli Studi di Torino), sui Giochi egizi. Come ci si divertiva ai tempi dei faraoni? Benché non esistessero giochi elettronici e computer, anche all’epoca c’erano molti giochi. Gli adulti trascorrevano il loro tempo libero sulla terra (e nell’Oltretomba) con diversi “giochi da tavolo”, come la senet, il gioco del serpente o quello della palma.

dadiAlessandra Fragale (Università degli Studi di Napoli L’Orientale), in teleconferenza via Skype, parlerà del Gioco nel mondo romano: sulle tracce di dadi, astragali e noci. Uno degli aspetti meno conosciuti, ma sicuramente interessante, della vita dei Romani è il loro amore per il gioco; di questa grande passione restano come testimonianza varie evidenze archeologiche, oltre ad innumerevoli fonti storiche. Esistevano molteplici tipologie di giochi diffusi sia fra i piccoli che fra gli adulti. L’unica diversità stava nel fatto che questi ultimi, molto spesso, li utilizzavano come giochi d’azzardo, sebbene esistessero delle leggi che scoraggiavano le scommesse di denaro. Notevoli erano il gioco dei dadi e quello degli astragali.

Giulia Cesarin (Università degli Studi di Padova), approfondirà il tema dei Giochi da tavolo greci e romani. In epoca greca e romana, i giochi rappresentavano una componente fondamentale della vita privata di adulti e bambini appartenenti ai ceti più bassi, così come a quelli più alti. Dei giochi atletici, tra cui i celeberrimi giochi olimpici, e dei combattimenti, di cui i ludi gladiatori sono solo i più noti, ai quali il popolo partecipava da spettatore, è giunta ricca testimonianza grazie alle fonti scritte ed archeologiche. Esse tuttavia permettono di ricostruire, almeno in parte, anche il mondo meno appariscente, ma altrettanto interessante, rappresentato di giochi giocati dai greci e dai romani nella quotidianità. I giochi greci di cui è giunta notizia fino a noi sono il Pente grammai, la Cubea e la Polis (spesso nominata Patteia), dal quale sembra aver tratto origine il celebre “Gioco dei soldati” romano (Ludus Latruncolorum). Anche a Roma si giocava una grande varietà di giochi, oltre al già citato Ludus Latruncolorum, conosciamo giochi come Duodecim scripta, Alea, “Filetto” e “Fossette”.

taflA Lorena Cannizzaro (Università degli Studi di Torino), il compito di svelare il Hnefatafl. Il “tavoliere del re”. Per più di un secolo, molti esperti di archeologia scandinava rimasero affascinati da un misterioso gioco da tavolo, chiamato Tafl o Hnefatafl (traducibile come “tavoliere del re”), che di frequente veniva menzionato all’interno delle saghe norrene. Le fonti scritte rimarcano come i nobili vichinghi amassero vantare tra le proprie doti personali quella di saper giocare a Hnefatafl. Durante il Medioevo questo nobile gioco norreno venne gradualmente abbandonato in favore degli scacchi. Si dovettero aspettare gli studi filologici e documentari sviluppatesi nel corso del XIX secolo per far luce e riscoprire questo antico gioco da tavolo che dal 2008, nell’isola di Fetlar nelle Shetland, viene commemorato attraverso dei veri e propri campionati mondiali.

Sabato 6 giugno sarà il momento di “Gioca con gli antichi” dalle 8 alle 10, nella Scuola Primaria P. Zorutti di Udine (Classi V A – V B). Alessandra Gargiulo (Società Friulana di Archeologia), illustrerà i giocattoli dei bambini greci e romani. Attraverso varie immagini di reperti antichi, si potrà fare un’ideale viaggio nel tempo per scoprire con cosa giocavano i bambini greci e romani fin dall’infanzia e come molti nostri giocattoli siano simili a quelli del passato. Dalle 10 alle 11, nella Scuola Secondaria di Primo Grado P. Valussi, sempre a Udine (Classe I D), Lorena Cannizzaro (Università degli Studi di Torino) illustrterà l’Hnefatafl. Il “tavoliere del re”. Dalle 12 alle 13, al Liceo Scientifico Marinelli di Udine (Classe I M) Chiara Zanforlini (Università degli Studi di Torino) racconterà i Giochi egizi.

Dalle 16 alle 19 ci si sposta sul Terrapieno di Piazza Libertà (in caso di pioggia sulla salita del Lippomano). In una delle piazze più belle di Udine si potrà tornare indietro nel tempo e provare a giocare come gli antichi. La dott. Zanforlini illustrerà diversi “giochi da tavolo” egizi (Senet, il gioco della palma o del serpente) e si potrà provare a fare una partita come Nefertari o Tutankhamon; la dott. Cesarin spiegherà come molti dei giochi che hanno allietato la vita di Greci e Romani siano stati tramandati per secoli e rappresentino i precursori dei giochi moderni e la dott. Cannizzaro svelerà le regole di un misterioso gioco da tavolo, chiamato Tafl o Hnefatafl, di origine vichinga. Inoltre, nel corso del pomeriggio, saranno presenti dei “veri” guerrieri longobardi grazie alla collaborazione dell’Associazione La Fara.

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