I due volti dell’artista

24 Febbraio 2012

Grande attesa, al Teatro Nuovo di Udine, per il concerto che lunedì 27 febbraio alle 20.45 porterà sul palco Stefan Vladar, nel doppio ruolo di pianista e direttore, e la storica Wiener KammerOrchester. In programma, due splendide pagine di Mozart (l’ouverture di Così fan tutte e il Concerto per pianoforte ed orchestra in re minore n. 20 KV. 466) e la Sinfonia in re maggiore n. 101 di Haydn. Al concerto, ricordiamo, è abbinato l’approfondimento di OraDiMusica, a cura del noto didatta Carlo Delfrati e in programma sempre lunedì 27 febbraio (dalle 9.00 alle 12.00). In questo prezioso viaggio di esplorazione, i ragazzi delle scuole saranno guidati da Lisa Gallotta e Vittorio Gusmaroli. Al pianoforte, Ferdinando Mussutto.

Scrive il musicologo Gianni Ruffin: «Il fascino profondo esercitato ancora oggi da molta musica di Mozart consiste nella dualità: nell’oscillazione espressiva che, artisticamente, definisce il grande salisburghese come un Giano bifronte, aperto a valori estetici – leggerezza e pathos – che la memoria storica tende a separare nettamente assegnandoli a due culture e civiltà diverse ed alternative». E ancora: «La serie delle dodici Sinfonie comprese tra la n. 93 e la n. 104 costituisce l’estremo, magistrale lascito di Haydn nel campo di un genere che senza il suo decisivo apporto (qualitativo e quantitativo al tempo stesso) di certo non avrebbe potuto assumere quel centralissimo ruolo che la storia della musica gli riconosce».

Il pianista e il direttore sono i due volti della personalità musicale di Stefan Vladar per il quale la professione del musicista è fatta di molteplici sfaccettature. Il profilo del solista, ammirato per l’eleganza e la chiarezza espressiva (diretto da Claudio Abbado, Seiji Ozawa e Riccardo Chailly), si fonde qui con il ruolo del direttore, apprezzato per il gusto musicale e la capacità di valorizzare l’inconfondibile e inimitabile suono che ha fatto della Wiener KammerOrchester una delle più prestigiose formazioni musicali del mondo. Di fondamentale importanza, nel percorso artistico dell’orchestra, è stato l’impulso lasciato da direttori quali Carlo Zecchi, Yehudi Menuhin e Sándor Végh. Successivamente si sono alternati alla sua guida, in qualità di direttori stabili, Philippe Entremont, nominato in seguito direttore onorario a vita, Ernst Kovacic e Christoph Eberle. L’Orchestra continua la sua tradizione di collaborazione con artisti, nel duplice ruolo di direttori e solisti, quali Heinrich Schiff, Joji Hattori e ora, appunto, con Stefan Vladar.

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