I bambini sono tutelati?

19 Novembre 2014

PORDENONE. “Il mondo è un posto migliore per i bambini e gli adolescenti da quando il 20 novembre 1989, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha solennemente assunto l’impegno di salvaguardare i diritti di tutti i bambini?”. Questa è la domanda che pone Emiliana Moro – presidente comitato Unicef di Pordenone – nel giorno della ricorrenza dei 25 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

il figlio dell'altraCinemazero e Unicef (Pordenone) cercano di rispondere confermando la loro pluriennale collaborazione e dando vita a due appuntamenti: alle 9 di giovedì col matinée per studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e alle 21 con la proiezione aperta e rivolta alla cittadinanza di “Il figlio dell’altra” di Lorraine Lévy, quando sarà richiesta una piccola donazione a favore di un progetto didattico per l’infanzia in difficoltà.

Si tratta della Convenzione più ratificata al mondo, che per la prima volta ha messo nero su bianco i diritti civili e sociali dei bambini, riconosciuti non soltanto come persone da proteggere e tutelare ma anche come soggetti di diritto protagonisti delle scelte che li riguardano e capaci di dire la loro. Il nostro Paese l’ha ratifica nel 1991 impegnandosi insieme ad altri 191 Paesi a conformare le proprie legislazioni e ad attuare politiche nel rispetto dei bambini, sotto l’osservazione del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), incaricato tra gli altri di promuovere la effettiva attuazione dei contenuti della Convenzione.

Al di là del formale impegno degli Stati, tuttavia, la conoscenza della Convenzione è poco diffusa. Ecco che Unicef colloca tra i propri obiettivi quello informativo e lo fa grazie a Cinemazero attraverso pellicole in grado di stimolare la conoscenza e la riflessione sulla situazione dell’infanzia e dei suoi diritti violati. Il film scelto per i due incontri, “Il figlio dell’altra”, racconta la storia di Joseph, che durante la visita per il servizio di leva nell’esercito israeliano, scopre di non essere il figlio biologico dei suoi genitori, poiché appena nato è stato scambiato per errore con Yacine, palestinese dei territori occupati della Cisgiordania. La rivelazione getta lo scompiglio tra le due famiglie, costringendo ognuno a interrogarsi sulle rispettive identità e convinzioni, nonché sul senso dell’ostilità che continua a dividere i due popoli. Un’opera emozionante che affronta temi di drammatica attualità cercando le risposte nel cuore della gente comune e affidando le speranze per il futuro alle donne e alle nuove generazioni.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!