Haydn, Beethoven e Schubert

24 Febbraio 2014

UDINE. L’ultimo appuntamento del cartellone di febbraio dei “Concerti e Conferenze” del Conservatorio “Tomadini” di Udine si terrà martedì prossimo, 25 febbraio alle ore 17.00 nella sala “Vivaldi” del Conservatorio di Udine, con un atteso evento concertistico che fa seguito alla recente affermazione assoluta del pianista gemonese Matteo Londero nell’ambito della nona edizione del prestigioso premio “Maria Grazia Fabris” di Trieste, volto a consacrare ogni anno il miglior pianista dei corsi medi e superiori dei Conservatori di Musica di Udine e Trieste.

Matteo Londero

Matteo Londero

Matteo Londero ha scelto per l’occasione un raffinato programma monografico dedicato al classicismo viennese e mirante ad approfondire il rapporto stilistico evolutivo di tre fondamentali personalità operanti tra Settecento e Ottocento, Franz Joseph Haydn, Ludwig van Beethoven e Franz Schubert, attraverso l’interpretazione di alcune delle loro maggiori pagine pianistiche. Apriranno il concerto la Sonata in si minore Hob. 32 di Haydn, composta nel 1776, e la prima pagina pianistica edita da Beethoven, la Sonata in fa minore op. 2 n. 1, composta nel 1795 e dedicata all’anziano Haydn, suo riferimento principale per lo stile strumentale. Concluderanno il concerto l’Improvviso in fa minore op. 142 n. 1 di Schubert e l’assoluto capolavoro dell’ultimo stile di Beethoven, la Sonata in la bemolle op. 110 del 1821, intessuta di ricerca contrappuntistica e umori preromantici.

Avendo ad oggi incentrato la sua attività prevalentemente nel settore della musica da camera strumentale e vocale e della collaborazione pianistica, Matteo Londero può considerarsi un’autentica e inattesa rivelazione nel panorama del giovane concertismo pianistico dopo aver, nel dicembre scorso, entusiasmato la prestigiosa giuria del premio “Fabris” di Trieste, sua prima competizione musicale.

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