Giulietta & Romeo Remix

16 Settembre 2014

FRISANCO. Il festival de L’Arlecchino Errante, per la prima volta nella sua storia (siamo alla 18ma edizione) arriva a Frisanco, nel cuore della Val Colvera (provincia di Pordenone) per uno spettacolo inserito anche nel calendario della rassegna culturale Musae, con la collaborazione fattiva del Comune di Frisanco. Il festival “dell’Arte teatrale” infatti si è dato da tempo la mission di riscoprire, uno ad uno, i luoghi più belli e caratteristici del territorio, celebrandoli con delle serate in cui il teatro genuino ed originale fa da padrino ad associazioni, artigiani e produttori del gusto locali: un’idea di turismo culturale tesa a rappresentare la ricchezza e la “specialità” della provincia e della regione.

claudia zamboni 2Al Circolo operaio di Frisanco mercoledì 17 settembre alle 21, sarà in scena, dopo una serie di anteprime estive, la versione definitiva e la prima ufficiale di “Un’altra storia di Romeo e Giulietta”; una trama che contrariamente a quella originale vede le famiglie dei due innamorati favorire e non invece contrastare l’unione. Il “problema” questa volta è però Giulietta stessa, che non si piace e che finché non riuscirà a dimagrire decide che non salirà all’altare. Da qui parte un racconto tipico della Commedia dell’Arte, che situa i famosi rampolli di Shakespeare nelle famiglie di Balanzone e Pantalone, con una riuscita girandola di personaggi ben realizzati dalla sorprendente Claudia Zamboni, che interpreta i vari ruoli per i testi e la regia di Ferruccio Merisi.

“I personaggi della Commedia dell’Arte – racconta Merisi – molto ben tratteggiati dal trasformismo dell’interprete, vengono qui presentati e “messi in vita” sia come godibile galleria di caratteri e di linguaggi del corpo, sia per il loro valore di simbolo rispetto a certi meccanismi sociali e familiari. Insieme al tema, che allude a quella che oggi si chiama anoressia, la differenza e la precisione plastica e ritmica dei comportamenti e la perfetta logica e coerenza di carattere dei testi di questi personaggi/maschera rafforzano, per questo spettacolo, anche una certa qualità formativa a vantaggio delle nuove generazioni”.

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