Giallo e ruolo dei media

6 Ottobre 2013

GRADO. Seconda giornata ricca di appuntamenti a Grado Giallo, il festival quest’anno dedicato a “Giallo e media. I Generi del Mistero e i Mezzi di Comunicazione”, che ha reso sabato mattina un duplice omaggio: al critico letterario e storico della letteratura italiana Giuseppe Petronio (1909-2003) e allo scrittore Giuseppe Pederiali, recentemente scomparso. Sono intervenuti Marina Paladini Musitelli, Francesco De Nicola, Giulia Iannuzzi, coordinati da Elvio Guagnini, sviluppando il tema “Letteratura di massa e generi del mistero”. “Petronio ha rivalutato tutti i generi della letteratura di massa – ha sottolineato Paladini Musitelli – e il giallo è sicuramente l’espressione più significativa di questo processo di ‘riabilitazione’”. Un’opinione condivisa anche da Giulia Iannuzzi, che ha spiegato come Petronio, docente all’ateneo triestino dal 1963 e fondatore nel 1987 a Trieste del Centro internazionale per lo studio della letteratura di massa, abbia contribuito in modo decisivo a riconoscere la dignità letteraria dei generi del mistero, “fino a quel momento considerati fenomeni di para-letteratura”. De Nicola ha rilevato come Pederiali fosse sulla stessa lunghezza d’onda. “Il giallo e i generi del mistero, da lui brillantemente praticati – ha detto lo studioso – diventano infatti lente di ingrandimento per scandagliare la nostra società e i suoi malesseri, proprio come accade nelle indagini della sua affascinante e intelligente ispettrice Camilla Cagliostri, la quale – ha concluso De Nicola – è la protagonista di una serie destinata a continuare con successo, se l’autore non fosse tragicamente mancato”.

Nell’auditorium San Rocco, inaugurata a margine la mostra “I colori del giallo“ a cura del DLF (circolo fotografico) di Udine e delle associazioni culturali fotografiche il Grandangolo e QuadranteArte, con le opere di diciassette artisti, sul tema del giallo come colore e come genere letterario (fino al 14 ottobre), Alla vernice hanno partecipato Franco Forte, direttore delle collane per l’edicola Mondadori, e Andrea Franco, vincitore del premio letterario nazionale Tedeschi.

Poi al Cinema Cristallo, incontro con il Direttore del settimanale “Giallo” Andrea Biavardi, il quale, ricordando le 100 mila copie che il suo periodico vende, ha affermato che “i giornali devono scrivere di cronaca nera, perché il pubblico vuole sapere”. Ci sono differenze tra tivù e carta stampata, ha sottolineato il giornalista. “E cioè – ha detto – la tivù comporta una fruizione passiva e più facile, mentre la lettura della carta stampata è espressione di una libera scelta. Mi piacerebbe che in Italia si leggesse di più – ha aggiunto – pertanto spegnete la televisione e comprate più giornali”. Del suo romanzo “Alle radici del male” (Marsilio) ha parlato lo scrittore e docente Roberto Costantini, che sta lavorando al terzo “tomo” della sua fortunata trilogia “sul male”, aperta da “Tu sei il male”. “Anche la cronaca di tutti i giorni – ha affermato – dimostra che un po’ di male esiste in tutti noi, e che in circostanze particolari, tutto può succedere”. Il titolo del nuovo romanzo? “Si chiamerà le 50 sfumature del male”, ha scherzato lo scrittore, invitando a cogliere che i suoi libri si concentrano sul tema della “libertà individuale, che si incarna nelle vicende del commissario Balestrieri, un personaggio volutamente insopportabile, ma che molti lettori adorano”.

Andrea Franco

“Il genocidio è un delitto al cubo, perché cela al suo interno gli impulsi di diversi serial killer che in questo delitto di massa trovano una collocazione e una copertura”. Lo ha detto il colonnello dei carabinieri e scrittore di lungo corso Roberto Riccardi, presentando il suo ultimo libro “Venga pure la fine” (Edizioni E/O), ambientato in Bosnia durante il conflitto balcanico, vissuto in prima persona dallo stesso autore. “Nella mia esperienza di vita e di scrittura – ha aggiunto – ho imparato quanto la propaganda possa avere un effetto molto forte e quanto banale e normale possa essere una persona che commette crimini orribili”. Della scelta di utilizzare nel romanzo poliziesco e noir un linguaggio tecnico corretto e aderente alle reali procedure investigative, ha parlato il magistrato Roberta Gallego, autrice di “Quota 33” (Tea), “un’opera corale – ha detto – che interessa ai lettori perché apre le porte “segrete” del commissariato, mostrandolo attraverso aneddoti e scorci di vita quotidiana di tutti i personaggi”. Sui rapporti tra potere economico e politica si è soffermato (in un collegamento telefonico) il celebre sceneggiatore e scrittore Alan D. Altieri (autore di “Il ritorno dello Sniper”), che ha rivolto alla platea alcune provocazioni. “La spy story è quanto mai attuale – ha affermato – in uno scenario che vede la politica morire a favore dello strapotere dell’economia e delle corporazioni”. Contrariamente a quanto si pensa, ha poi aggiunto, “nella narrativa di intrigo gli autori italiani sono i più all’avanguardia e battono gli anglosassoni, ormai in declino”. In sintonia con Altieri anche lo scrittore Andrea Carlo Cappi, autore di “Medina Malastrana” e di molte altre opere nella collana “Segretissimo” Mondadori, “Mi ritrovo sia in una certa vena di pessimismo – ha detto –, sia per l’inaffidabilità dell’assegnazione delle parti tra buono e cattivo che generano situazioni in cui non si sa mai di chi ci si può fidare”, proprio come accade in molti dei suoi romanzi.

Un altro tema scottante sotto la lente del festival è stato “Femminicidi e media: parlarne o non parlarne?”, con Cinzia Tani, giornalista scrittrice autrice di programmi televisivi e radiofonici. “Di femminicidio si deve parlare molto, e seriamente – ha suggerito – anche in televisione. Perché in questo modo le donne, e anche gli uomini, possano prendere coscienza”. La televisione, dunque, secondo Tani, “non va demonizzata quando affronta i temi della cronaca senza superficialità e con professionalità. Al bando, invece – ha concluso – la tivù che spettacolarizza le tragedie delle donne ad uso e consumo della morbosità del pubblico, che deve essere educato alla consapevolezza e al rispetto”.

A seguire appuntamento con un’opera prima, quella di Stefano Caso: “D’amore non si muore”. Conclusione di giornata con l’attesa cerimonia di consegna all’Auditorium Biagio Marin dei Premi Letterari Grado Giallo ad Alessandro Mezzena Lona e Tedeschi ad Andrea Franco, che si sono aggiudicati i due riconoscimenti rispettivamente con il racconto “Non credere ai santi” e il romanzo “L’odore del peccato”, usciti insieme nell’ultimo numero del Giallo Mondadori a ottobre. Successo anche per la proiezione in prima assoluta del corto thriller “Qualcuno alla porta” di Marco Giovanetti tratto da un racconto di Sabrina Gregori, che ha aperto la sezione “Giallo e cinema”.

Prosegue dunque con una buona affluenza di pubblico il festival dei generi del mistero, il cui Comitato scientifico è coordinato da Elvio Guagnini, docente di Letteratura italiana all’Università di Trieste e tra le ‘anime’ della manifestazione, ed è composto da Franco Forte, direttore editoriale delle collane Mondadori diffuse nelle edicole, e Flavia Moimas, responsabile del Servizio Cultura del Comune di Grado. Successo anche per la visita guidata per andare alla scoperta di “Grado noir”, con l’esperta Roberta Bressan, la cena con delitto e gli appuntamenti di “Grado Giallo Speciale” proposti dalla cooperativa Damatrà.

Domenica 6 ottobre, ultima giornata con partenza alle 11 per approfondire il tema dei “Crimini a Nordest”. Intervengono gli autori Gianluigi Porazzi, Marco Giovanetti, Sabrina Gregori, Nicola Skert. Alle 15.30, per un pomeriggio ricco di incontri, si inizia con “Il Mistero nei media ieri e oggi”: l’argomento sarà sviluppato con Biagio Proietti, mentre alle 16 sarà la volta di “Massacro per un presidente”, il romanzo di Diego Zandel.

Infine alle, 16.30, incontro con gli autori Alberto Custerlina e Veit Heinichen, per scoprire le loro ultime novità editoriali, rispettivamente “All’ombra dell’Impero. Il segreto del Mandylion” e “Im Eigenen Shatten”, prima dell’appuntamento conclusivo del Festival, un incontro particolarmente atteso nel segno della tivù: Andrea Camilleri e le indagini del Commissario Montalbano, con Salvatore Nigro e l’attore Cesare Bocci (il Mimì Augello della fiction TV Il Commissario Montalbano).

Grado Giallo è un’iniziativa ideata dal Comune di Grado il cui coordinamento è affidato al prof. Elvio Guagnini dell’Università degli Studi di Trieste, allo scopo di valorizzare l’Isola del Sole, sempre più meta turistica destagionalizzata, protagonista di svariate iniziative legate al mondo della letteratura con una spiccata attenzione al coinvolgimento di bambini e ragazzi delle scuole. Il Comitato scientifico, oltre al Prof. Guagnini, è composto dalla dott.ssa Flavia Moimas, dirigente del Servizio Cultura del Comune di Grado e da Franco Forte, direttore editoriale Mondadori. Enti sostenitori della 6^ Edizione del Festival GRADO GIALLO sono TURISMO FVG e la FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI GORIZIA.

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