Friuli, terra d’amore

18 Febbraio 2013

UDINE. San Valentino, festa degli innamorati. Quale migliore occasione per proporre una mostra sull’amore in Friuli! E’ quanto avvenuto giovedì 14 febbraio, nel Salone del Consiglio Provinciale di Udine, dove si è svolta la presentazione di “Dolce amistà”, la rassegna allestita nella vicina Chiesa di Sant’Antonio Abate (aperta fino al 17 marzo).

La cerimonia a Palazzo Belgrado è iniziata con il saluti del dottor Lionello D’Agostini, presidente della Fondazione Crup, che ha espresso apprezzamento per i numerosi progetti culturali della Provincia e ha ricordato che la Fondazione Crup mette a disposizione le sue risorse nel campo dell’arte, della cultura friulana e della sanità e sta investendo molto sui ragazzi. Il dottor D’Agostini ha quindi salutato Flavio Tosi, sindaco di Verona, che dopo aver plaudito all’impegno della Provincia nel mantenere e rinverdire le radici della friulanità, a proposito della bella storia d’amore di Giulietta e Romeo / Lucina e Luigi, ha detto che “ognuno deve mantenere il mito”; questa storia deve unire e non dividere le due comunità. Ha anche sottolineato l’importanza di questa “alleanza” tra Verona e Udine, che servirà ad arricchire la cultura e il turismo con percorsi condivisi.

L’assessore provinciale alla cultura Elena Lizzi ha quindi ricordato che il logo “1511 – Giulietta e Romeo” è ora un marchio europeo; sarà adottato per futuri progetti che dovranno necessariamente trovare sostegno e partecipazione delle categorie economiche. La proposta è di dar vita a una linea di prodotti atti a promuovere il turismo culturale. Ha infine ricordato che la mostra “Dolce amistà” diventerà itinerante, come in precedenza quella su Lucina Savorgnan e Luigi Da Porto e che si stanno organizzando degli itinerari che tocchino i luoghi degli incontri della romantica coppia. Il vicesindaco di Udine Enzo Martines ha detto che stanno partendo alcune iniziative del Comune per valorizzare il centro storico, assieme a un’associazione di privati.

Mal dal madon, di Luciano Lunazzi

E’ seguito l’intervento della dottoressa Francesca Tesei, archeologa e storica, che rapidamente ha spiegato al pubblico che riempiva la sala la genesi della riscoperta della vicenda. La storia di Luigi Da Porto e Lucina Savorgnan era già nota agli addetti ai lavori. Già nel l’800 il professor Todeschini aveva affermato che i fatti narrati nella novella Giulietta, scritta dal protagonista all’epoca giovane capitano di cavalleria, si erano svolti in Friuli. L’operazione di rilancio era già stata fatta da Detalmo e Roberto Pirzio Biroli. Era necessario però mettere insieme i vari pezzi, approfondire il contesto storico, per farla conoscere a tutti. Lo studioso inglese professor Cecil Clough dimostrò che i fatti risalivano al 1511, all’epoca della rivolta di Giovedì grasso. Ed erano accaduti per buona parte a Udine. La Chiesa di San Francesco di cui si parla nella novella e che tutti conoscono, era adiacente a Palazzo Savorgnan dove abitava la famiglia di Lucina.

Alessandro D’Osualdo, curatore della mostra, ha affermato che è il momento di abbandonare lo stereotipo dei friulani solamente bravi e onesti lavoratori, molto riservati e alle volte un po’ tristi. Amavano (e amano) mangiar bene, divertirsi, amare ed essere amati. E’ una terra che è stata incrocio di molte culture, che ha avuto molti poeti e scrittori di valore, che però sono poco conosciuti dalla maggioranza dei friulani. Scopo della mostra in Sant’Antonio Abate è proprio di aprire uno squarcio su questa poco nota ricchezza. Non è una proposta per addetti ai lavori – ha sottolineato –, ma uno stimolo a riflettere, ad approfondire, rivolto a tutti. Per questo al catalogo della rassegna si è voluto dare aspetto e contenuti di un magazine, facile da leggere, rapido da consultare.

Gli ultimi interventi, prima della visita a Dolce Amistà, sono stati quelli del Presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz (apprezzamento per la sinergia con Verona fortemente voluta da Tosi) e del Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini (la mostra è un altro passo per far conoscere di più il Friuli e la sua tradizione popolare, che spesso parla d’amore).

E’ seguita la visita alla mostra che espone opere moderne (quadri, sculture e altro) aiutando il visitatore con numerosi pannelli esplicativi sul tema dell’amore (cortese e profano) in Friuli. Ma ci sono anche tanti altri spunti e curiosità. Che rapporto c’è per esempio tra Jacopo Linussio (magnate carnico del tessile nel 1700) e i jeans? Oppure tra il Parlamento della Piccola Patria e quello inglese? Lo si può scoprire visitando la mostra, che è a ingresso libero.

Orari: dal martedì alla domenica ore 10,00 – 12,30 e dalle 16,30 alle 19,00. Visite guidate per i gruppi: tel 345/6454855, mail museale@arteventiudine.it Visite guidate con lettura di poesie: tutti i sabati di apertura della mostra, a partire dal 23 febbraio, alle 17,30.

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