Folle danza shakespeariana

20 Ottobre 2011

Dopo il grande successo del Principe di Homburg, prosegue a pieno ritmo la Stagione di Prosa del “Giovanni da Udine”: fino a sabato 22 ottobre alle 20.45, con una replica pomeridiana alle 16.00 di domenica 23 ottobre, è infatti in scena Misura per misura di Shakespeare nell’applaudita rilettura di Marco Sciaccaluga. Ricordiamo inoltre che giovedì 20 ottobre alle 18.00, nella Sala Stampa del Nuovo, si svolgerà l’incontro con il pubblico La dis-misura del potere, condotto dal critico teatrale Angela Felice. Sarà presente la compagnia. Ingresso libero.

Che cos’è, dunque, Misura per misura? Una partitura nerissima dove nulla è quello che sembra e dove nulla sembra quello che è. Un continuo gioco di metamorfosi, dove tragico e comico si rincorrono incessantemente. Fino quasi a sfumare l’uno dentro l’altro. Scritta nel 1604, e popolata da personaggi memorabili (uno su tutti: il Duca di Vienna, interpretato da uno straordinario Eros Pagni), la folle danza shakespeariana si rivolge al pubblico di oggi con sorprendente modernità e straordinaria necessità.

Potere, giustizia, corruzione: temi sempre attuali, qui affrontati da un’angolazione spesso stravagante capace di spiazzare lo spettatore. Il Duca di Vienna è un uomo giusto che, proprio per la sua assoluta sete di giustizia, sceglie di guardare il mondo dall’esterno, occultando il proprio ruolo di protagonista della Storia sotto l’anonimato del saio monacale. Così facendo, però, accentua in sé la funzione di burattinaio del destino altrui. Mentre da parte sua Angelo, l’integerrimo giudice al quale il Duca affida in sua assenza tutto il potere, viene proprio per questo indotto a scoprire in se stesso fremiti e sentimenti che mai aveva provato, giungendo sino al punto di barattare la vita di un condannato a morte, Claudio, con una notte d’amore in compagnia della sua bella sorella, la novizia Isabella.

Dove è il discrimine tra bene e male? Che rapporto c’è tra libertà e morale? Manipolare il destino altrui è forse meno colpevole del bruciare al fuoco delle proprie passioni? Il Duca di Vienna è davvero migliore di Angelo? E che dire di tutti gli altri personaggi che popolano questa commedia ricca di eventi e di colpi di scena? Claudio condannato a morte per aver messo incinta la consenziente Giulietta prima di sposarla, la verginale Isabella dalle passioni latenti, il maldicente Lucio portatore dei toni più comici della commedia o Mariana che si strugge d’amore per Angelo che l’ha abbandonata alla vigilia delle nozze. Sono veramente quello che sembrano o, ancora una volta, Shakespeare indaga tramite loro gli abissi più profondi dell’animo umano? Commenta Sciaccaluga: «I suoi biografi ci dicono che, al tempo in cui scrisse Misura per misura, Shakespeare era depresso, probabilmente a causa di tormenti amorosi, ma in questo grande artista anche il pessimismo sa tradursi in qualcosa di entusiasmante. La sua competenza degli esseri umani e la sua passione per la vita lo rendono irresistibile anche quando parla del male, dell’immoralità e della stupidità. Più che di pessimismo, però, parlerei di nichilismo, derivante dalla rappresentazione di un mondo devastato da false credenze e ideologie, morbosità religiose, pulsioni sessuali… Quello evocato da Misura per misura è un mondo osceno, governato dal caos. E questa prospettiva dà vita a una commedia che, pur nel suo sadico nichilismo, è attraversata da una irresistibile gioia di vivere».

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