Folk a Udine e a Campeglio

12 Luglio 2013

UDINE. Doppio appuntamento con Folkest sabato 13 luglio: terza serata a Udine, Chitarre e non solo, a Campeglio. Si conclude questa sera Folkest a Udine con due concerti di gruppi regionali emergenti per qualità. I Salici hanno sviluppato l’idea è di contaminare la musica medievale con suoni più contemporanei per in seguito trasformarli in vere e proprie canzoni. Grande ispirazione e opportunità creativa per ogni componente del gruppo è il rapporto con la natura e nel particolare la forte suggestione paesaggistica del fiume Isonzo. Musicalmente la formazione intervalla ballate acustiche a blues ritmati, cavalcate rock e momenti di sperimentazioni jazz. Il repertorio medioevale ancora fa parte dei colori del gruppo, arricchito da contaminazioni etniche dal sapore orientaleggiante.

A seguire Luna E Un Quarto, che nascono nella primavera del 2009: i testi (in italiano e in friulano) e le ambientazioni musicali prendono spunto dalla Bassa Friulana, dalla quale provengono e fondono atmosfere mediterranee, musica popolare e arrugginite sonorità blues. Partecipano e vincono il “Premi Friul”, producendo un CD per l’etichetta Musiche Furlane Fuarte. A Luglio 2012 si aggiudicano il primo premio del concorso per band emergenti “Musicarci” di Ruda.

Contemporaneamente, a Campeglio, serata dedicata alla chitarra ma non solo, con il palco affidato a Pier Luca Montessoro, protagonista di un recente progetto musicale che reinterpreta la canzone d’autore attraverso sonorità acustiche e arrangiamenti classicheggianti, sia attraverso la riproposta di grandi classici (con un orecchio particolare per un certo romanticismo mai di maniera) sia attraverso nuove composizioni nel solco della riscoperta della melodia.

A seguire Alberto Grollo & Five Strings Quartet. Il chitarrista di Conegliano, alla guida di un ensemble cameristico tutto al femminile, ha dato vita lo scorso anno a un progetto discografico (“Live in Shalott”, Folkest Dischi) che si potrebbe sottotitolare “Da Bach ai Pink Floyd”: si tratta, infatti, di una compilation dedicata alla reinterpretazione di grandi classici della musica di ogni genere, un percorso non solo dal grande musicista di Eisenach a Roger Waters & Co., ma anche dai Verve ai Beatles, dalle ballads di area celtica alle canzoni cubane. Il disco, apprezzato dalla critica specializzata, è stato registrato dal vivo al Teatro Miotto di Spilimbergo: la dimensione “live” del progetto, quindi, gli calza a pennello e non deluderà le attese, crescenti anche oltre i confini regionali.

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