Feletto: quattro volte teatro

7 Novembre 2013

TAVAGNACCO. Si rinnovano gli appuntamenti a teatro, a Tavagnacco, grazie al progetto organizzato da ATF, l’Associazione Teatrale Friulana per l’Assessorato alla cultura del Comune di Tavagnacco. Quattro gli appuntamenti in calendario, a partire da domenica prossima 10 novembre per quattro domeniche consecutive, fino a domenica 1° dicembre, all’auditorium comunale di via Mazzini a Feletto Umberto. Tutti gli spettacoli hanno inzio alle 17 e l’ingresso è gratuito.

DOMENICA 10 NOVEMBRE

L’Assemblea teatrale maranese presenta: “Il finto malato” (“Un dotor in fameia”), riscrittura in chiave contemporanea de “Il malato immaginario” di 4229_IL MALATO_Marano_2Moliere. Una commedia che concentra la propria satira sulla preoccupazione eccessiva che una persona può avere per la salute e su certe figure di medici e farmacisti che approfittano dello stato di debolezza degli ipocondriaci. Il testo de “Il malato immaginario” risulta di un’attualità sconcertante. Il timore della morte e della malattia, il declino e la finitezza del corpo, sono elementi inaccettabili nella società contemporanea. E lo stato d’ansia che creano queste paure alimenta in maniera esponenziale il fatturato delle multinazionali farmaceutiche. Il limite tra la malattia fisica e la malattia dell’animo o la proiezione mentale di un possibile dolore fisico è stato travalicato. Sono queste riflessioni che hanno accompagnato la riscrittura della piece in chiave contemporanea; la necessità, dunque, di sorridere della nostra terribile capacità di non vivere la vita perché occupati a pensare alla morte.

DOMENICA 17 NOVEMBRE

La Compagnia Teatrale il Tomât di Udine si esibisce in “La lettera di mammà”, una farsa spensierata di Peppino De Filippo. La trama: Edoardo LA LETTERA DI MAMMA'Bassi dei Baroni Mesti, nobile decaduto e senza soldi, ha messo gli occhi su una matura zitella, Teresa, che appartiene ad una famiglia di non nobili origini, ma di invidiabili ricchezze. Questo matrimonio gli permetterebbe di dare un colpo di timone alla barca delle sue finanze che fa acqua da tutte le parti. Per entrare nelle grazie dei parenti della zitella conta soprattutto sulle manie di nobiltà della sorella di lei, Luisa, che auspica per la figlia Claretta un matrimonio con un nobile. Propone quindi come possibile marito di Claretta il nipote Riccardo, un giovane ingenuo e un po’ tontolone appena uscito dal collegio… A grande richiesta lo spettacolo viene riproposto a distanza di nove anni dalla prima edizione.

DOMENICA 24 NOVEMBRE

È la volta della compagnia teatrale Il Magazzino dei Teatranti di Çuian che metterà in scena: “Mac e Bet” (“Il Macbeth di Shakespeare contât di comics in lenghe furlane”). Dopo il fortunato testo Amlêt, une comedie cun vot muarts, Paolo Sartori continua ad indagare l’affascinante mondo shakespeariano raccontandoci nientemeno che la tragedia del Macbeth. Anche in questo caso, il testo viene rivoltato come un calzino, così una squinternata banda di attori girovaghi – che ricorda piuttosto un’armata Brancaleone – cerca in tutti i modi di rappresentare l’esercito scozzese armato di kilt e i vari personaggi che fanno da contorno nella storia in terra di Scozia. Toni e Meni, con l’aiuto di altri quattro strani tipacci, “provano” quindi a raccontare in mari lenghe le vicende di Macbeth, Banco e Lady Macbeth, ma la tragedia inesorabilmente sfocia in commedia e così i nostri eroi non possono che buttarla “seriamente sul ridere”. Uno spettacolo scanzonato e irriverente, tuttavia fedele nello svolgimento alla trama della celebre opera del Bardo nostro contemporaneo.

DOMENICA 1 DICEMBRE

La Compagnia della Testa di Tavagnacco presenta lo spettacolo: “Novecento – La leggenda del Pianista sull’Oceano”, monologo di Francesco Cevaro tratto Novecento_Low_Resdal romanzo di Alessandro Baricco. Conosciuto sul grande schermo con il titolo “La leggenda del pianista sull’oceano” (con Tim Roth nella parte di Novecento e per la regia del nostro Giuseppe Tornatore), all’uscita nelle sale è stato campione d’incassi e osannato da pubblico e critica. Più che un monologo, come recita il suo sottotitolo, Novecento è quasi una poesia. E’ uno dei rari esempi contemporanei di poetica prestata al teatro e pertanto scivola nelle orecchie e negli occhi degli spettatori proprio come una nave galleggia placida sull’Oceano. Baricco ci fa fare infatti la conoscenza, tramite il trombettista che narra la vicenda, di questo misterioso ed affascinante personaggio, ovvero Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, che nacque sul transatlantico Virginian, presumibilmente da poveri emigranti che lo avevano lasciato dentro uno scatolone di limoni poggiato sopra al pianoforte della sala da ballo di prima classe. Il bambino venne così trovato ed adottato, del tutto illegalmente, da un marinaio, e da allora cresce e vive sempre su quella nave, senza mai mettere piede a terra. Divenuto adulto lavora come pianista, con capacità assolutamente fuori dal normale (memorabile la scena del “duello musicale” col sedicente “inventore del jazz”), nell’orchestra del Virginian, dove appunto il narratore, ad un certo punto viene assunto come trombettista e fa così la sua conoscenza. I due stringeranno in questo modo un’amicizia indissolubile, più forte anche di qualsiasi separazione. La vicenda poi si snoda nella descrizione dei tratti sempre più curiosi di Novecento, il quale appunto pur non avendo mai visto al di là del parapetto della nave, era in grado, mentre suonava, di visitare tutto il mondo e poi descrivere ogni particolare alla perfezione. Questo sarà alla fine anche il suo modo, in fondo, di incantare i suoi sogni ed i suoi desideri, per non affrontare mai l’immensità della terra e della vita… La genialità di Baricco sta nel presentare questa intensa e romantica vicenda di fantasia, come si trattasse di cabaret anni ’30, con un narratore/imbonitore/comico, per comunicarci in fondo quanto siamo ricchi e fortunati noi, che in quel mondo reale e non confinati in una nave, ci viviamo tutti i giorni…

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