Destra e Sinistra in Italia

4 Febbraio 2013

Da sinistra, Aragno, Chiamulera, Mieli e Slepoj (foto Pompanin)

CORTINA D’AMPEZZO. “La destra italiana ha sempre avuto un corpo asfittico. La colpa, per non essere stata all’altezza dell’appuntamento, la si dà a Berlusconi. Ma la verità è che, nel complesso, non una delle cose realizzate da Reagan nel costruire la destra americana, è mai esistita in Italia”. Lo ha detto Paolo Mieli a Cortina d’Ampezzo, intervenendo con Vera Slepoj alla rassegna Uma montagna di libri, in occasione della presentazione del primo libro di Francesco Chiamulera, “Candidato Reagan” (Nino Aragno Ed.). “Nel libro di Chiamulera”, spiega il presidente di Rcs Libri, “si può capire come sia stata possibile l’ascesa del partito repubblicano – per il quale la storia sembrava chiusa – durante gli anni Settanta, fino all’arrivo di Reagan alla presidenza nel 1980. Come è stata possibile la ‘rivoluzione conservatrice’ di quegli anni? Grazie ad alcune caratteristiche della destra americana che, negli anni, sono sempre mancate alla destra italiana”.

“In Italia – osserva Mieli – mancano personalità che sappiano ‘tenere il punto’, cioè che siano capaci di accettare le proprie sconfitte senza uscire dal partito o dalla coalizione. Tutti, in Italia, si spostano tra le fazioni politiche. Mancano, in Italia, persone e intellettuali che lavorino senza obiettivi immediati: gli intellettuali cui si rifece Reagan non volevano tesaurizzare le proprio idee per ottenere un seggio in parlamento”.

Mieli prosegue lanciando un monito alla sinistra italiana impegnata nella campagna elettorale. “In ‘Candidato Reagan’ di Chiamulera si vede chiaramente come i mondi soccombenti – la destra americana prima di Reagan – possano rinascere quando meno ce lo possiamo aspettare, in modo sotterraneo e imprevedibile”, spiega. “La sinistra italiana di oggi, dunque, non deve compiacersi troppo della vittoria che sta per ottenere. Le cose che sembrano ‘piane’, che sembrano in qualche modo finite, possono riprendere vita”.

“Tanti parlano di un “fine alto” che manca alla politica italiana. A me, sinceramente, basterebbe un fine”, ironizza il Presidente Rcs Libri. “Quando si parla di compravendita di deputati in parlamento: il punto è solo che manca un fine alla politica. Se si ricorre anche a questi limiti, bisogna almeno avere un fine. Lincoln, per esempio, non avrebbe avuto problemi ad ammettere pubblicamente di aver comprato alcuni deputati per il fine di far approvare il tredicesimo emendamento e per porre termine alla Guerra di Secessione. Chi si lascia comprare è spregevole, ma chi compra è perdonabile se ha un fine che, dopo, può ammettere pubblicamente. Se vi fosse un fine onesto, potrei persino sottoscrivere un accordo che permetta la compravendita di deputati entro dei limiti fisiologici.”

E’ tutto pronto, intanto, per i prossimi appuntamenti di Una Montagna di Libri. Giampiero Beltotto presenta “Silenzio amico” (Marsilio). Con Beppe Gioia. Venerdì 8 febbraio 2013, ore 18, Palazzo delle Poste.

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