Dall’Eden al caos

16 Gennaio 2013

UDINE. Una “prima italiana assoluta” il 17 gennaio (in replica fino al 20 gennaio) sul palcoscenico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, terza co-produzione fra il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Si tratta di “La fine dell’inizio”, una delle commedie più insolite, divertenti e meno frequentate del drammaturgo irlandese Sean O’Casey. Un’incredibile “clownerie filosofico-teologica”, come ama definirla Cesare Lievi che l’ha appena riscoperta e si prepara a metterla in scena per la prima volta in Italia anche grazie a una nuova versione tradotta per l’occasione da Marisa Sestito.

Darry Berrill e la moglie Lizzie e il loro vicino di casa Barry Darrill sono i protagonisti di un singolare girotondo sul tema dell’eterno “gioco dei ruoli” fra maschile e femminile. Il contadino Darry, convinto dell’insignificanza del lavoro casalingo, propone infatti alla moglie Lizzie – e il risultato sarà catastrofico – di scambiare i ruoli: lui farà i lavori di casa, lei andrà nei campi. La coppia uomo/donna viene sostituita così da una sua irresistibile parodia interpretata, all’inizio non senza compiacimento, da due uomini, Darry e Barry. Ha inizio così “la fine dell’inizio”, dove “l’inizio” allude esplicitamente all’”origine del mondo” e ai ruoli biblici del primo uomo e della prima donna, Adamo ed Eva, mentre la “fine” sarà il caos generato dall’assenza del femminile.

I tre ruoli brillanti sono stati affidati da Lievi a tre attori con cui lavora in grande sintonia in questi anni, Ludovica Modugno, Graziano Piazza, Stefano Santospago. L’interno rurale e “irlandese” verrà evocato dalle scene di Josef Frommwieser, i costumi di Marina Luxardo, le luci di Gigi Saccomandi. Le musiche originali sono composte dal duo brasiliano Gustavo e Denniel. Gli effetti sonori sono a cura di Flávio Martins Dos Santos.

Secondo Lievi, La fine dell’inizio è “una commedia di strepitosa forza comica ed espressività teatrale, che sotto l’apparente semplicità del plot nasconde un significato apocalittico metafisico. Sono veramente interscambiabili il maschile e il femminile? Il maschile è veramente quell’unica forza determinante che crede di essere? E se fosse così, la conseguenza non sarebbe la fine di quell’inizio che è stata la vicenda del mondo e degli esseri umani fino ad ora? La commedia di O’Casey non dà risposte articolate al riguardo, ma ci fa sorridere di chi crede di essere tutto e capace di tutto”.

Come di consueto Venerdì 18 Gennaio, alle 18, ci sarà l’incontro con il pubblico nella Sala Stampa del Teatro, presenti Cesare Lievi e la compagnia. Dopo l’introduzione a cura di Alessia Ursella, ricercatrice dell’Università di Udine (modera Carmen Galdi, Presidente Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine) si approfondirà la conoscenza di Sean O’Casey. Nonostante sia considerato tra i massimi autori irlandesi, il drammaturgo in Italia è poco conosciuto. L’incontro con Cesare Lievi, regista de “La fine dell’inizio” e con gli interpreti Ludovica Modugno (Lizzie), Graziano Piazza (Darry), Stefano Santospago (Barry) offre l’opportunità di scoprire un grande personalità artistica.

Una vita straordinaria, quella di Sean O’Casey, nato da una famiglia poverissima, autodidatta, afflitto da una malattia agli occhi che gli rende difficoltosa la lettura, pervicace e coerente propugnatore delle sue rivoluzionarie idee politiche e sociali. Rivoluzionaria per l’Irlanda della prima metà del Novecento – e attualissima anche per l’Italia contemporanea – è la sua visione del ruolo familiare e sociale della donna, indefessa lottatrice per i valori autentici della vita e dell’amore, a differenza degli uomini la cui tendenza alla violenza e alla sopraffazione può avere conseguenze distruttive.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!