Dal fumetto al film: Aya de Yopuogon a Cinemazero

13 Dicembre 2014

PORDENONE. Con “Aya de Yopuogon” si chiude lunedì 15 dicembre alle 20.45 a Cinemazero (Pordenone) il ciclo di proiezioni de Gli Occhi dell’Africa, la rassegna di cinema africano organizzata da Caritas della Diocesi di Concordia-Pordenone, Cinemazero e l’Altrametà.

aya de yopougon_01Il film d’animazione di Marguerite Abouet e Clemént Oubrie è ambientato nel quartiere Yopuogon della capitale della Costa d’Avorio Abidjan, da cui Marguerite proviene, ed è la trasposizione cinematografica del romanzo a fumetti omonimo a cui ha lavorato la coppia artistica a partire dal 2005 in Francia, pubblicato da Gallimard. Contro ogni facile aspettativa, l’autrice mette in scena un’Africa diversa, quella della vita quotidiana di tanti ragazzi e ragazze negli anni ’70, alla periferia di Abidjan. Yopougon è infatti un quartiere residenziale nato nei pressi della megalopoli ivoriana a seguito dell’esodo della popolazione dalla campagna ai centri urbani: divenuto nel tempo un sobborgo sempre meno residenziale e sempre più popolare, Yopougon si fa teatro della vita di giovani spesso disoccupati e mal istruiti, ma pieni di desideri, aspettative, speranze per la propria esistenza. Queste aspettative coincidono e si traducono nella ricerca di una vita economicamente agiata, che per le ragazze passa attraverso il sogno di un matrimonio ben riuscito. In questo senso, Aya è una diciannovenne fuori dal coro: studiosa e con le idee chiare sul proprio futuro di matricola alla facoltà di medicina, preferisce i compiti alle uscite coi ragazzi che viceversa sono l’attività principale delle sue amiche.

Marguerite Abouet tratteggia la realtà di una periferia popolare che sembra essere solo incidentalmente africana, ma che potrebbe essere scambiata con quella di un qualsiasi altro sobborgo europeo, o asiatico, o americano, e affronta temi – l’amicizia, l’amore, la gelosia, la maternità, i sogni legati al futuro – decisamente universali. Marguerite Abouet ha raccontato la storia del mondo della sua giovinezza, prima di emigrare in Francia, e lo fa in modo ironico, riportando storie della sua famiglia e dei suoi amici, che negli anni ’70, quelli dell’infanzia dell’autrice, vivevano nel Paese africano una fase di grande prosperità. Ingresso 3 euro.

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