Dal fieno al folclore

13 Agosto 2013

PORDENONE. Stesso orario (ore 17) per due iniziative rivolte ai bambini per l’Estate in Città di mercoledì 14 agosto a Pordenone. Per i piccolissimi (0-6 anni) ci sono le letture di Matilda nello Spazio morbido della Biblioteca, per i più grandicelli al parco di San valentino prosegue il ciclo di incontri Mani d’autore, laboratorio artistico a cura di Julia Artico. Il laboratorio, dedicato a bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni, consiste nella realizzazione di un’opera collettiva in fieno: la scultura di un drago, di cui i ragazzi saranno guidati a inventare la storia… o le storie. “Il fieno – dice Julia Artico – è un materiale ricco di suggestioni visive, tattili, olfattive, un mezzo ideale per stimolare la creatività dei più piccoli”. L’artista e didatta si è avvicinata al fieno come strumento creativo per protesta contro lo spreco di questo materiale, oggi considerato “di scarto”, mentre è elemento cardine della tradizione contadina del Friuli. I suoi lavori si concentrano soprattutto su figure animali, dalle linee morbide, con una carica di gioiosa armonia; sono stati apprezzati da Valcucine (che ha da tempo “adottato” come mascotte le mucche di fieno), ma anche in un evento collaterale alla Biennale di Venezia 2013, la mostra “Oltre il paesaggio mistico”. Di recente Julia ha sperimentato le potenzialità della scultura in fieno con un violoncello, suonato dal Maestro Giovanni Sollima il primo maggio, al Teatro Occupato di Roma.

La sera di mercoledì 14 agosto protagonista in piazza XX Settembre sarà il 45° Festival del Folklore di Aviano Piancavallo a partire dalle 20.45. A presentare le proprie tradizioni musicali, coreografiche, coreutiche e folkloriche saranno gruppi provenienti da Russia, Taiwan, Macedonia e Repubblica Ceca, Italia, oltre al Gruppo Federico Angelica di Aviano. Il Taiwan Sunkist Formosa Art Dance, di Changhua, nel sud di Taiwan, è composto da artisti professionisti di diverse discipline, caratteristiche della cultura orientale e tra loro legate: musica, danza, arti marziali e ginnastica acrobatica. Tra ballerini e musicisti, il gruppo conta trentuno elementi orgogliosi di promuovere l’amicizia e il reciproco scambio culturale, presentando le tradizionali arti millenarie e le danze folkloristiche cinesi. Per il festival pordenonese il Taiwan Sunkist Formosa Art Dance ha creato appositamente otto danze e coreografie caratteristiche dell’estremo Oriente, fondendo il folklore con lo stile neoclassico e quello moderno: i musicisti e i ballerini uniranno le loro melodie con i colori e i ritmi etnici, in modo che cultura, arte e musica arrivino allo spettatore attraverso i leggeri passi di danza. Il programma, molto spettacolare, comprende la danza del leone, il ballo del tamburo espressione dell’antica società agricola di Taiwan, le dodici grandi nonne e zie (condensato di miti, leggende e profezie ed espressione di amore e protezione per la terra), la danza dei fazzoletti, la danza Mongolia ispirata alla natura e alla cultura dei popoli nomadi, e una danza ispirata a Kung Fu e Tai Chi che comunicherà l’energia del corpo e il misticismo dello spirito, per raggiungere l’eternità dell’universo. Il gruppo compagnia Koco Racin, di Skopje, che prende il nome dal principale letterato della Macedonia, poeta artista vasaio e capo rivoluzionario, affonda le proprie radici nel fervore culturale degli anni ’40, guadagnando riconoscimenti e premi.

Il gruppo folkloristico Javornik Brno della Repubblica Ceca, fonda la sua esistenza sullo studio di canzoni e danze viaggi dei villaggi della regione meridionale della Vallachia Moravia. Esso è formato da 12 coppie di ballerini e una banda di accompagnamento con primo violino, terzo violino, viola, clarinetto, contrabbasso e cimbalum. Gli spettacoli di danza sono accompagnati dai canti dei ballerini, oltre a repertori di assoli e singoli cori. I temi dei balli sono sia legati ai momenti di festa, che alle attività rurali come la macinazione della farina, il pascolo delle greggi e lo sfalcio dell’erba.

Tutti i costumi degli spettacoli folkloristici sono la copia perfetta di quelli originali dell’epoca e del territorio.

Il repertorio del gruppo di ballo “Druzhba” è composto da danze artistiche e da danze tradizionali russe che riflettono la cultura del nord della Russia. Troviamo canzoni popolari che narrano di fiumi da attraversare su assi, di mariti pigri, che vogliono sedere sulla stufa, di filatrici che si preparavano il corredo, balli maschili, balli magici e incantatori, balli cosacchi, danze di conquista. Particolarmente originai sono le musiche effettuate con i cucchiai e le seghe, simpatica l’imitazione dei corteggiamenti amorosi delle gru. Non mancherà un ballo solista pieno di liricità sulle musica di Chaikovsky. Ingresso libero.

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