Cos’è successo dopo Bach?

10 Novembre 2015
Enrico Bronzi

Enrico Bronzi

TRIESTE. Dopo il successo e il tutto esaurito del concerto “Regalo alla città” lo scorso 31 ottobre svoltosi nella cattedrale di San Giusto, si alza l’11 novembre alle 20.30 il sipario al Teatro Verdi di Trieste, sull’84.ma stagione della Società dei concerti di Trieste. Ad aprire la serata sarà lo stesso direttore artistico Enrico Bronzi per un evento che lo vedrà in doppia veste di solista e di direttore dell’orchestra da camera di Mantova con un programma dal titolo “L’eredità dei Bach”. Per l’occasione Enrico Bronzi, al violoncello e alla direzione dell’Orchestra da camera di Mantova, regalerà la sua esecuzione a tutti gli ascoltatori attraverso un programma del tutto particolare. Insieme a quella che è giudicata in modo pressoché unanime la migliore orchestra da camera italiana – guidata dal violino “di spalla” Filippo Lama – proporrà un’istantanea che ritrae la fine del Barocco, pochi anni prima della nascita del grande stile classico viennese. Protagonisti ne sono i figli del Kantor, che incarnano le principali tendenze di una nuova, eccitante epoca della musica.

OCM_5Come preannuncia il titolo del concerto il programma è targato “Bach”, ma non si limiterà ai lavori di Johann Sebastian, che apriranno e chiuderanno il concerto ma attingerà, infatti, anche al repertorio dei figli. «L’idea mi è venuta anni fa – spiega Enrico Bronzi – ed era quella di rendere musicalmente una sorta di fotografia di quello che avviene l’anno di morte di Bach, anno in cui scrive la summa straordinaria dell’Arte della fuga. Bach scrive in quel periodo un’opera straordinaria pensata non per l’ascolto del pubblico ma per un’associazione per corrispondenza di scienze musicali, alla quale i soci che ne facevano parte ogni anno dovevano mandare un progetto. Si tratta di un’astrazione altissima nella quale dà prova di una maestria inarrivabile nella pratica del contrappunto. Bach vi introduce un motivo desunto dalle lettere del proprio cognome: B A C H. La repentina interruzione del manoscritto genera un racconto leggendario, che noi “sfruttiamo” per raccontare cosa succede quando i figli si emancipano dai genitori. Simbolicamente con Bach muore l’epopea della fuga ed è al suo secondogenito Carl Philipp Emanuel che i musicisti dell’epoca spesso guarderanno, se è vero che anche Mozart ebbe modo di dire: “egli è il padre di tutti noi”».

Prima del concerto il violoncellista e direttore artistico Enrico Bronzi terrà una chiacchierata su quest’argomento nella Sala Incontri Paolo Vero del Teatro Verdi (primo piano) alle ore 18.

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