Convegno sul futuro del mare

18 Luglio 2015

TRIESTE. L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) organizza a Trieste dal 20 al 24 luglio la Summer School Sustainable Blue Growth in Mediterranean and Black Sea Countries. “Si tratta di un’iniziativa di alta formazione, in materia di oceanografia e scienze del mare, per promuovere uno sviluppo economico sostenibile e una crescita blu responsabile” spiega Maria Cristina Pedicchio, presidente di OGS. La Summer School è in linea con la Blue Growth Initiative, strategia dell’Unione Europea che riconosce nei mari e negli oceani un motore per la crescita economica e sociale del continente, e vuole formare una nuova generazione di scienziati capaci di affrontare le nuove sfide climatiche, economiche e ambientali. Offrire infatti adeguate opportunità di formazione rappresenta un tassello importante di questa strategia.

Maria Cristina Pedicchio

Maria Cristina Pedicchio

La scuola si svolge nell’Adriatico Guesthouse Building del Centro Internazionale di Fisica Teorica, a Grignano, e si rivolge a più di 40 ricercatori, scienziati e manager di istituzioni, università e centri di ricerca dei Paesi del Mediterraneo e del Mar Nero: Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Egitto, Grecia, Israele, Italia, Malta, Montenegro, Palestina, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna, Tunisia, Turchia e Ucraina.

“L’obiettivo principale è quello di incrementare le capacità professionali e la qualità della ricerca per lo studio e la salvaguardia dell’ambiente marino e la gestione integrata delle aree costiere – aggiunge Pedicchio -. Vogliamo investire nella formazione multidisciplinare dei futuri ricercatori, per favorire l’innovazione e la crescita del nostro Paese e di quelli che ci circondano, per creare una rete di collaborazione”. La Summer School rappresenta infatti un tassello importante di un programma più generale che vuole sostenere lo sviluppo economico e la crescita, anche migliorando le collaborazioni tra l’Italia e gli altri Paesi del Mediterraneo.

“La scuola è organizzata infatti nell’ambito delle attività dell’iniziativa euro-mediterranea Dialogo 5+5, che mira a rafforzare la cooperazione nell’ambito di scienza e tecnologia, innovazione e alta formazione, tra Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania e l’Unione per il Mediterraneo (UfM) – precisa Mounir Ghribi, direttore della Summer school e responsabile delle attività di cooperazione internazionale dell’OGS -. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha individuato nella summer school di OGS una delle iniziative a sostegno della formazione nell’ambito delle attività del programma 5+5”.

La summer school è organizzata da OGS in collaborazione con il Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP), l’Iniziativa Centro Europea, le Università di Trieste e di Udine. La scuola gode inoltre del patrocinio della Regione ed è sponsorizzata dal progetto Ritmare, uno dei progetti bandiera del Programma Nazionale della Ricerca finanziato dal Miur, mentre l’Iniziativa Centro Europea sovvenziona alcune borse di studio ai partecipanti.

Programma
Lunedì 20 luglio: Cambiamenti climatici e la crisi delle risorse idriche. Alla cerimonia di apertura segue un’introduzione generale sull’economia del mare e la protezione degli ecosistemi. Si affronta il problema dei cambiamenti climatici e della scarsità dell’acqua nei Paesi del Mediterraneo.
Martedì 21 luglio: Oceanografia operativa e benefici socio-economici. La giornata è dedicata all’oceanografia operativa con un focus sui benefici sociali, economici e le nuove tecnologie per lo studio degli ecosistemi marini.
Mercoledì 22 luglio: Vista didattica alla laguna di Grado Marano.
Giovedì 23 luglio: Uso sostenibile delle risorse marine, politiche, piani e strategie marine. La giornata è dedicata alla sostenibilità, alle strategie nazionali, regionali ed europee.
Venerdì 24 luglio: Inquinamento del mare, danni all’ambiente e alla salute e traffico marittimo. La giornata è dedicata all’inquinamento marino causato da vari forme di attività antropiche come il traffico marittimo, il versamento in mare di idrocarburi, ecc.

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