Congedo con tante anteprime

12 Aprile 2014

PORDENONE. E’ costellata di anteprime nazionali la giornata di chiusura dell’ottava edizione del festival di Cinemazero Le Voci dell’Inchiesta – diretto da Marco Rossitti con il coordinamento di Riccardo Costantini – dove brillano l’attesa anteprima italiana del documentario sulle Pussy Riot, il lavoro che coinvolge la cantante Björk e la storia del ragazzo affetto da progeria Sam Berns, che ha commosso il mondo intero.

One Minute for Conductors

One Minute for Conductors

Due gli appuntamenti in apertura di giornata, entrambi alla presenza del giornalista Marco Pratellesi, responsabile del sito de l’Espresso. Alle 10 a Palazzo Badini in programma l’incontro “Il giornale dentro facebook”, per capire come le redazioni dei giornali reagiscano alla prova dei social media. A seguire (ore 11, caffè Nuovo) il consueto appuntamento con coffe&newspapers: nella lettura dei giornali Pratellesi dialogherà con il giornalista del Messaggero Veneto Gian Paolo Polesini.

Il programma prosegue alle 14 in sala con la prima italiana del documentario One minute for conductor (una co-produzione tra Spagna e Italia firmata da Elena Goatelli e Angel Esteban) che racconta da vicino la snervante selezione a cui partecipano oltre cento ragazzi da tutto il mondo per il titolo di miglior direttore d’orchestra. Un filo rosso musicale ci conduce fino When Björk met Attenborough di Louise Hopper, anch’esso presentato al festival in anteprima nazionale: incontro

Pussy vs Putin

Pussy vs Putin

tra il noto naturalista inglese David Attenborough, convinto che la musica esista già in natura, e la cantante Björk, che ci illustra il progetto di musica d’avanguardia Biophilia, in cui si fondono natura, musica e tecnologia. Appuntamento centrale de pomeriggio (ore 15:45) è però l’attesissima prima italiana del documentario sul gruppo punk rock delle PUSSY RIOT, tenacemente impegnate in questi anni in un’intensa azione contro Vladimir Putin. Pussy vs Putin – vincitore dello scorso International Documentary Film Festival di Amsterdam – documenta in modo del tutto inedito la loro coraggiosa sfida al gigante del Cremlino dalle prime azioni fino all’arresto, mostrando il vero volto di queste ragazze, dalla sala prove al carcere. Il film è realizzato dal collettivo russo Gogol’s Wives, presenti in sala due degli autori, Taisiya Krugovykh e Vasily Bogatov introdotti al pubblico da Chiara Lico, giornalista del TG2.

Life According to Sam

Life According to Sam

Ulteriore pezzo forte della giornata, la prima italiana dell’intenso documentario statunitense, Life according to Sam, di Sean Fine e Andrea Nix. I due medici Leslie Gordon e Scott Berns hanno un figlio tredicenne, Sam, affetto da progeria, una rara forma di invecchiamento precoce per cui non esiste alcuna cura. Il film documenta la coraggiosa lotta dei genitori, che dedicano i loro studi alla ricerca del gene responsabile della malattia. Quando Sam ha 11 anni riescono a eleborare un farmaco che gli ha allungato la vita di alcuni anni. Sam è morto nel gennaio di quest’anno a 17 anni.

Questa ottava edizione sarà, poi, suggellata all’importante ricorrenza dei 60 anni dall’impresa italiana della conquista del K2, seconda (e, all’epoca, ancora inesplorata) vetta del mondo. Alle 21 in programma l’incontro pubblico “K2, LA MONTAGNA DEGLI ITALIANI” con Mario Lacedelli – alpinista, scalatore del K2 e nipote del celebre Lino Lacedelli membro della storica spedizione del 1954 – Sergio Sichenze dell’ARPA regionale e l’attesa presenza del regista irlandese Nick

The Summit

The Summit

Ryan con il suo documentario “The summit” sulla tragedia del 2008 al K2, film selezionato in numerosi Festival cinematografici di tutto il mondo, dall’Australia agli Stati Uniti, che cerca di ricostruire fatti e dinamiche che in quei giorni hanno portato alla morte di 11 delle 20 persone che si trovavano sulla “montagna delle montagne”. Al termine dell’incontro due proiezioni, a partire dal film di Alessandro Varchetta “La conquista del K2”, del 2003: per decenni non verrà mai tentata una ricostruzione obiettiva degli eventi, lasciando aleggiare sulla conquista italiana del K2 del 1954 un mistero quasi coperto da ragione di stato. A seguire (ore 22) il film di Nick Ryan “The summit” cerca di fare luce su cosa sia accaduto nell’agosto del 2008 quando 18 alpinisti su 24 raggiungono la vetta del K2 ma quarantotto ore dopo, undici di loro perdono la vita. Attraverso filmati, interviste con i sopravvissuti e ricostruzioni realistiche, il film ripercorre quei momenti, nel tentativo di stabilire ciò che sia realmente successo. Grazie anche alle immagini mozzafiato filmate da Robbie Ryan e Stephen O’Reilly, il regista ha realizzato un film ricco di tensione, capace di tenere gli spettatori aggrappati alle poltrone, come confermato dal premio per il miglior montaggio all’ultimo Sundance Film Festival.

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