Com’è Cappuccetto rosso dal punto di vista dei lupi?

18 Luglio 2015

cappuccetto bluesPORDENONE. Cappuccetto Rosso è blues, per la rassegna di Ortoteatro Teatro c’era una volta, che lunedì 20 luglio alle 21 porta nel Chiostro della Biblioteca civica per l’Estate in Città di Pordenone lo spettacolo messo in scena da Stefano Bresciani e Valerio Maffioletti, per la regia di Luca Radaelli. I due bluesman, musicisti girovaghi, un po’ straccioni e un po’ poeti, ricordano i bei tempi andati del vecchio zio George, artista trasformista, in grado di camuffarsi nei modi più impensati: bambina, vecchietta… Lo ricordano cantando le loro arie preferite: l’inno dei lupi, la ballata della nonna malata, il blues del cacciatore. Lo spettacolo – basato su una clownerie, che ricorda Stanlio e Ollio – è una versione di Cappuccetto rosso dal punto di vista dei lupi, con canzoni originali cantate e suonate dal vivo. Il tutto condito con un pizzico di magia, per una performance molto divertente, sia per bambini che per grandi.

Giorgio Pacorig

Giorgio Pacorig

Soffia! di Giorgio Pacorig e Cosimo Miorelli è la performance di live-storytelling e live-painting digitale che Visioni sonore (Cinemazero) porta al chiostro di San Francesco lunedì 20 luglio alle 21.30, all’interno del calendario di Estate in città. Soffia! è un omaggio al desiderio di avventura e al viaggio ma anche alle piccole prodezze quotidiane di chi forza la routine soffocante e salpa per inseguire i propri sogni. Nel dare corpo al nostro racconto Pacorig e Miorelli hanno guardato al lavoro del leviatano di Melville, con l’ossessione suicida di Achab. Le balene, o meglio i capodogli – creature misteriose – popolano da tempo l’immaginario di Cosimo Miorelli: giganti lenti ma inesorabili che fluttuano nei cieli di surreali metropoli fumanti. Come per il capitano del Pequod, la Grande Balena incarna desideri e paure, è la conquista inarrivabile, il demone da sconfiggere. Ma la caccia è impari e, alla lunga, preda e cacciatore si confondono.

Cosimo Miorelli

Cosimo Miorelli

La linea del racconto emerge dal dialogo tra i dipinti digitali realizzati in tempo reale da Cosimo Miorelli e le musiche eseguite da Giorgio Pacorig, creando un live set unico e di grande suggestione. Panorami e figure appaiono sullo schermo in un flusso incessante mentre la musica infonde vita alle immagini e decide il corso della storia. La Balena, con le sue apparizioni spettrali, diventa guida imprevedibile e multiforme di un racconto che, seppur strutturato, si avvale di momenti di improvvisazione capaci di trasportare lo spettatore in un mondo immaginifico e simbolico.

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