Cineteca del Friuli cresce

22 Dicembre 2013

GEMONA. 8.500 locandine originali e 6.000 fra manifesti e fotografie relativi al cinema italiano dalle origini del sonoro a oggi, 2.000 film in dvd e vhs, 500 volumi di cinema, collezioni complete di fumetti originali stampati dal 1948 in poi (Il Piccolo Sceriffo, Siuscià, Pecos Bill, Pantera Bionda…). E ancora: materiale pubblicitario, locandine, manifesti di diversi stati europei, foto, dischi, libri, negativi, e 190 dossier relativi all’attività dell’attrice Marina Vlady. Questi materiali unici, raccolti nell’arco di un cinquantennio e conservati amorevolmente da Gianni Da Campo, insieme agli innumerevoli dossier delle sue ricerche, sono stati affidati in custodia alla Cineteca del Friuli con un accordo che lega a doppio filo lo scrittore, regista e collezionista veneziano e l’istituzione friulana.

Marina Vlady è a destra

Marina Vlady è a destra

Oltre che per conservarli, Da Campo ha affidato i suoi cimeli alla Cineteca in previsione di una pubblicazione in volumi della storia del cinema italiano attraverso i manifesti e le locandine. Un altro progetto editoriale, il primo in ordine di tempo, è la pubblicazione con la Cineteca del suo romanzo La lunga via dei silenzi, la cui stesura è in dirittura d’arrivo. Storia di Lorenzo, alter ego dell’autore, il libro si sviluppa lungo sette percorsi, in ognuno dei quali è presente con la sua storia personale di attrice – una vera biografia nella biografia – Marina Vlady. Intanto la Cineteca sta reperendo sul mercato o da collezionisti i film (una quindicina in tutto) che ancora mancano nel fondo Da Campo e nelle collezioni della Cineteca per completare l’ampia filmografia della Vlady (protagonista, lo ricordiamo, accanto a Marcello Mastroianni, anche di Penne Nere, girato in Carnia e di cui la Cineteca possiede due copie in 16 e 35mm).

Nella sua esperienza di cineasta, Da Campo ha realizzato tre film, tutti già presenti nell’archivio gemonese: Pagine chiuse (1968), felice opera prima presentata con successo nella Settimana Internazionale della Critica al 22° Festival di Cannes e vincitrice di otto premi internazionali; La ragazza di passaggio (1970) e Il sapore del grano (1986), entrambi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia. Per il secondo, girato oltre che in Veneto anche nel Friuli Occidentale, Da Campo è stato premiato con la targa Kim Arcalli al Laceno d’oro – Festival del cinema neorealistico. Recentemente hanno reso omaggio a Gianni Da Campo il festival triestino I Milleocchi, che ha presentato tutti i suoi film, e la Mostra del Cinema che ha riproposto al Lido, 44 anni dopo l’esordio, Pagine chiuse.

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