Cibo e coltelli: mostra su un legame secolare a Maniago

2 Luglio 2015

MANIAGO. Da sabato 4 luglio fino a tutto settembre sarà visitabile a Maniago, nel Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, la mostra temporanea Cibo e Coltelli, il taglio pregiato. La mostra, che sarà inaugurata alle 11,30 di sabato 4 luglio alla presenza del Sindaco della Città delle Coltellerie Andrea Carli e dell’Assessore al turismo Cristina Querin, è il primo evento del ricco programma di “Coltello in Festa” (24-25-26 luglio) la kermesse che, come tradizione, unisce ai festeggiamenti in onore di S.Giacomo la mostra mercato delle coltellerie e i prodotti tipici della gastronomia locale.

E’ proprio a questo filo rosso tra lame e cibo che la mostra si riferisce unendo, in un percorso strutturato, l’evoluzione del coltello ai prodotti della gastronomia tipici dell’area pedemontana. “Sapori a fil di lama. Tagli e ritagli di gastronomia friulana.” è infatti il sottotitolo dell’esposizione che ne lascia intendere i contenuti. Grazie anche ad interventi supportati da testimonianze audiovisive concesse da esponenti della gastronomia locale, la mostra mette in luce come gli uomini della Pedemontana Pordenonese abbiano imparato nei secoli a selezionare le materie prime ed a elaborarle in funzione del clima e della cultura, facendole entrare nelle abitudini alimentari quotidiane. Da qui sono nati quelli che oggi vengono definiti “prodotti tipici” e che profumano della sapienza antica di chi ha dovuto gestire, in un recente passato, una quotidianità senza troppe risorse.

Così Filippo Bier, macellaio di Meduno, ci parla di pitina; Alessandro Antonini, macellaio di Maniago, del salame affumicato di Barba Nane, progenitore del salame ungherese; Ubaldo Alzetta, cuoco di Montereale Valcellina, delle strisce di carne salata e affumicata dette pindulis o brusaula; Rosa Dorigo dei Formaggi Magrin di Travesio, del suo formaggio salato e dell’Asìn e Federico Segatto, casaro di Pradis di Sopra, del formaggio dal cit; Fabiola Mereghetti dell’azienda agricola San Martino, lombarda adottata in quel di Erto, delle caciotte di latte crudo di capra.

Tutti prodotti nati dall’inventiva e dall’esperienza di norcini e casari, ma sicuramente grazie anche alla capacità del fabbro che ha fornito e fornisce loro gli attrezzi da lavoro. L’esposizione sarà corredata da laboratori dedicati ai bambini con l’intento di spiegare le modalità di costruzione di un coltello.

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