Cheryl Porter si racconta

20 Agosto 2012

PORDENONE. Lunedì 20 agosto comincia il Pordenone Blues Festival con due appuntamenti al Convento di san Francesco. Alle 18 ci sarà la presentazione ufficiale del ricco e variegato programma che comprende eventi di letteratura, poesia, cinema enogastronomia, concorsi, workshop, arte, con l’intervento dei protagonisti e delle autorità. Alle 21.15 si entrerà poi nel vivo con una serata davvero speciale: un’intervista concerto con Cheryl Porter, durante la quale la splendida cantante definita dalla stampa specializzata potente, commovente, ispirata, elegante si esibirà (accompagnata al pianoforte dal maestro Rudy Fantin) e si racconterà intervistata da Orazio Cantiello. Un incontro a tu per tu con una delle voci protagoniste assolute del blues e gospel internazionale che riesce ad arrivare dentro l’anima di chi ascolta lasciando un’emozione difficile da dimenticare. Con oltre 20 CD e 40 singoli alle spalle vanta collaborazioni con Paolo Conte, Katia Ricciarelli, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Bono (U2), Tito Puente, Mariah Carey, Take 6, The Blues Brothers, Gen Rosso, Paquito De’Rivera, Marshall Royal, Dave Brubeck, Amii Stewart, Bob Mintzer (Yellow Jackets), Hal Crook, i Brecker Brothers, David Crosby e molti altri. Ingresso libero.

Alle 18.30, l’appuntamento per la visita guidata al Borgo di Vallenoncello è davanti all’Oratorio del Corpo di Cristo in via della Chiesa, da dove si proseguirà facendo tappa alla chiesa parrocchiale dei SS. Ruperto e Leonardo e alla stupenda quanto poco conosciuta chiesetta campestre di San Leonardo in Sylvis. L’Oratorio conserva affreschi del XIV e XV secolo, la parrocchiale dei SS. Ruperto e Leonardo, adornata da affreschi del Calderari, ospita la pala del Pordenone “Madonna col bambino in trono tra i Ss. Sebastiano, Ruperto e Leonardo e Rocco”. Infine la chiesetta campestre di San Leonardo in Sylvis conserva frammenti di affreschi dal XIV al XVII secolo. Nelle vicinanze, la presenza della vecchia dogana ricorda lo stretto, secolare legame tra l’abitato e il fiume. La partecipazione è libera.

Nel Chiostro della Biblioteca Civica si conclude il ciclo teatrale “Calvinopolis – Il simbolo della città in Italo Calvino – Azione scenica in 4 “luoghi”, nuovo progetto curato dal Teatro della Sabbia in collaborazione con Romeo Crapiz, autore del testo teatrale, e con la stessa Biblioteca Civica di Pordenone che ne ospita il debutto. Dopo un percorso di avvicinamento attraverso letture dei quadri, ispirati agli schemi delle Sacre Rappresentazioni di stampo medievale, seguendo il filo rosso della tematica legata alla città cara a Calvino, è arrivato il giorno dello spettacolo conclusivo che riassumerà gli spunti affrontati nelle serate precedenti: l’aspetto fantastico e immaginifico, la concezione architettonica, urbanistica ed estetica care a Calvino. A dar voce ai personaggi multiformi narrati dal grande scrittore italiano e inanellati ad arte dall’autore del testo teatrale, saranno Caterina Comingio, Vincenzo Muriano e Maurizio Perrotta introdotti dalle parole di Romeo Crapiz procedendo via via in un’immersione giocata su parole e suoni evocati dalle improvvisazioni alla tromba di Giovanni Maniago. Ingresso libero.

Il Cinema Sotto le Stelle di Cinemazero per l’Estate in Città lunedì 20 agosto propone in piazzetta Calderari alle 21 il film di Steven Spielberg War Horse, storia di Joey, puledro esuberante, cresciuto libero e selvaggio nella campagna inglese, che finirà per attraversare l’Europa della Grande Guerra. War Horse si muove sul confine incerto che separa e unisce il fascino spettacolare della guerra dal suo irremovibile orrore. Per Spielberg si tratta di congiungere il percorso della Storia (qui la Prima Guerra Mondiale) con la narrazione e il punto di vista del singolo, con la particolarità che in questo caso si tratta di un animale. Il film di Spielberg, sprofondato con gli zoccoli nel fango delle trincee, attribuisce al suo protagonista equino valori e pulsioni umane secondo un modello classico che viene da Esopo e da Fedro. Il personaggio Joey frena l’istintività a vantaggio delle potenzialità simboliche, sfruttate dal regista in maniera esplicita attraverso immagini che scadono nel quadretto didascalico. Regista del movimento, Spielberg (ri)trova se stesso e la lirica bestialità di Joey dentro la battaglia e una sequenza epica che commuove e turba, avviando una cavalcata febbrile interrotta nella terra di nessuno, tra le trincee avversarie e nell’abbraccio straziante del filo spinato.

Candidato all’Oscar insieme a The Artist e Hugo Cabret, War Horse condivide coi concorrenti le origini del cinema, dove insieme al silenzio e alla fantasmagoria, troviamo il cavallo, (s)oggetto delle prime analisi cronofotografiche del movimento di Muybridge. Un cavallo da corsa pronto a solcare lo spazio selvaggio del West e del western a venire. Ingresso libero previo ritiro del biglietto a partire dalle 20.

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