C’è memoria dell’arte passata nell’arte di oggi? Conferenza

13 Gennaio 2016

PORDENONE. Cosa rimane dell’arte dei grandi del passato più o meno remoto nell’arte di oggi dopo il ciclone delle avanguardie del ventesimo secolo? Come si mantiene vivo e si evolve il rapporto con il museo, la storia dell’arte, la tradizione figurativa? A parlarne in una conversazione con Fulvio Dell’Agnese venerdì 15 gennaio alle 18 in Galleria Bertoia (Pordenone) sarà Italo Tomassoni, critico d’arte e direttore del centro di Arte Contemporanea di Foligno: un appuntamento che conclude il ciclo di incontri collaterali legati alla mostra “Pordenone Montanari. Assedio alla forma” allestita negli stessi spazi della Galleria civica e nelle grandi vetrate di palazzo Cossetti sede di Banca FriulAdria Crèdit Agricole in chiusura domenica 17 gennaio.

Italo Tomassoni

Italo Tomassoni

Uno degli aspetti che caratterizzano l’opera di Pordenone Montanari sono difatti lo studio e l’amore per grandi artisti – come Cézanne, Braque, Francis Bacon – da lui omaggiati con citazioni e rimandi spesso espliciti, mentre tra i suoi piccoli disegni troviamo studi dedicati a Michelangelo, Correggio, Rembrandt e sfogliando i suoi taccuini e carnet ci si può imbattere in Vermeer, Annibale Carracci, Leonardo. A Tomassoni il compito di approfondire questa attitudine artistica portando gli esempi di autori contemporanei come Carlo Maria Mariani, Omar Galliani, Roberto Barni, esponenti della cosiddetta Nuova Maniera per la loro rivisitazione dell’arte rinascimentale, manierista, barocca, neoclassica o romantica, di Sandro Chia protagonista della transavanguardia, il cui linguaggio è ricco di riferimenti all’arte rinascimentale e ai movimenti artistici della prima metà del Novecento, o ancora dello scultore Ivan Theimer, che, ispirandosi alla maestria dell’antico, si cesella sulle rovine del passato.

Italo Tomassoni è membro dell’Aica (associazione internazionale dei critici d’arte), autore di saggi, docente universitario, curatore, con incarichi alla Fondazione Burri, fondatore con Giulio Carlo Argan del corso superiore di disegno industriale di Roma.

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