Bilinguismo, una ricchezza

3 Aprile 2013

SUTRIO. Come in tutto il territorio nazionale, anche nell’alta Valle del But ci si trova di fronte ad un’evidente emergenza educativa. Di fronte a questa situazione, la scorsa estate, un gruppo di famiglie dei comuni di Sutrio, Cercivento, Treppo Carnico e Ligosullo, stimolata dall’Amministrazione Regionale, ha deciso di costituire l’Associazione di promozione sociale ‘La Scune’ (la culla) con lo scopo di unire e rendere più organico l’impegno educativo che già le singole famiglie portavano avanti.
L’educazione è un’arte ed è un’arte, soprattutto oggi, estremamente complessa. Dopo anni e anni in cui vigeva il “non devo far provare ai miei figli la durezza della vita da me sperimentata” finalmente si ricomincia a parlare di regole, di doveri, di serietà, di sanzioni. Questo è un passo avanti ma non è sufficiente.

L’Associazione ha ottenuto di recente, a seguito della partecipazione ad un bando di gara regionale, un contributo per la realizzazione delle iniziative inserite nel progetto denominato ‘Il Noce’ che consiste in una serie di incontri, attività e percorsi educativi finalizzati a favorire la trasmissione di sei valori fondanti la convivenza: la gratitudine, la sobrietà, il dono, la riconciliazione, l’identità e l’accoglienza.

Un altro bisogno evidente è quello, soprattutto nei ragazzi dei paesi più piccoli, di relazionarsi con i coetanei al di fuori dell’unico ambiente di socializzazione che è la scuola. Con il progetto ‘Il Noce’ si vuole sottolineare che nell’azione educativa non basta porre delle regole ma bisogna riempire di valori e significati le attività che si propongono ai minori ed in tal senso sono state individuate diverse iniziative, alcune nuove ed altre già sperimentate, che portino a favorire la trasmissione dei valori fondanti la convivenza, che creino un’alleanza educativa tra genitori e tra genitori ed istituzioni laiche e religiose e che rafforzino la relazione e il dialogo genitori-figli.

Perché ‘Il Noce’? Assieme all’abete rosso è una delle piante simbolo della Carnia, cantato anche dal Carducci (Oh noci della Carnia addio…), il suo legno è prezioso e bello come i ragazzi a cui ci rivolgiamo. Per arrivare a gustarne il seme è necessario lavorare sodo e liberarsi prima del mallo (se c’è ancora) e poi del guscio così come per ottenere frutti nell’attività educativa bisogna toccare il cuore dei ragazzi dopo aver superato fatiche e resistenze. Le noci inoltre aiutano a prevenire varie malattie e l’invecchiamento e il contatto con i ragazzi fa bene agli adulti.

Il progetto ha già avuto importanti riscontri di pubblico e adesioni alle attività proposte tra le quali: – ‘Fruts di Sabide’: appuntamento del sabato pomeriggio che durerà fino a maggio e che coinvolge circa 40 bambini oltre a diversi giovani animatori, mamme e propone corsi di art attack, teatro, cucina, danza e canto;
– teatro con il musical ‘Una storia d’amore’ che grazie all’impegno di numerosi attori, cantanti e ballerine ha riscosso un notevole successo nelle rappresentazioni di Sutrio, Treppo Carnico e Fagagna;
– campeggio a Treppo Carnico per un gruppo di ragazzi di 2^, 3^ media e 1^ superiore che si sono anche preparati per la messa in scena di un progetto teatrale assieme ad alcuni genitori;
– visite mensili alla Casa di Riposo di Paluzza da parte di un altro gruppo di ragazzi per animare i pomeriggi degli anziani ospiti;
– gita-pellegrinaggio a Roma e visita ai luoghi santi della città.

In questo percorso ‘La Scune’ ha in calendario per il 6 aprile, nella Sala teatro dell’Oratorio di Sutrio, a partire dalle 20.30 un interessante convegno dal titolo ‘Lenghe: spieili di un popul – I benefici del bilinguismo’. L’incontro prevede l’intervento di Bruno Forte, insegnante all’Università di Trieste, che tratterrà de Cui ch’al sa il furlan, al sa di plui, un contributo video del neurologo nonché insegnante nella Facolta di Scienze della Formazione dell’Università di Udine Franco Fabbro su Il cjâf dai furlans ed i pensieri in musica del cantautore Luigi Maieron. Non mancherà la partecipazione attiva dei ragazzi, attori e protagonisti di due video documenti ovvero ‘La svolte’ (i ragazzi di prima media che seguono l’itinerario di catechesi hanno approfondito per alcuni mesi la parabola del Buon Samaritano, attualizzando poi attraverso un cortometraggio, il messaggio di questo episodio evangelico) e ‘Fughe di miegenot’ (I ragazzi del Campo Scuola ‘Valdajer 2012’ mentre riflettevano sul comandamento dell’amore, guidati dagli animatori, hanno accolto la proposta di quest’ultimi di realizzare un film che non fosse solo una finzione ma anche prevedesse l’instaurarsi di una relazione con i nonni della Casa di Riposo di Paluzza). Un incontro ricco di spunti e di proposte aperto alla libera partecipazione di tutti.

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