Big Bang e dintorni: le attività del Cern in una conferenza

27 Gennaio 2016

PORDENONE. Dal Big Bang al World Wide Web: nel mezzo c’è la fisica nucleare e la ricerca scientifica del Cern di Ginevra, il maggiore laboratorio al mondo di fisica delle particelle dove sono impegnate oltre mille cinquecento studiosi di 160 istituti di ricerca di 40 diverse nazioni. Un luogo di ricerca avanzata dove si ricrea la materia primordiale dell’Universo replicando le condizioni successive al Big Bang, e soprattutto le cui acquisizioni scientifiche hanno implicazioni rivoluzionarie per la quotidianità di ciascuno di noi. Basti pensare all’invenzione della rete globale, utilizzata all’interno del Centro e oggi divenuta strumento a portata di tutti.

Paolo GiubellinoA parlare del Centro e di cosa sta avvenendo in Svizzera al confine con la Francia a un centinaio di metri sottoterra, sarà uno dei più importanti fisici italiani, portavoce e coordinatore internazionale dell’esperimento Alice al Cern. Si tratta del professore Paolo Giubellino che venerdì 29 gennaio alle 11 all’Auditorium della Regione terrà la conferenza “Scoprire il Cern: un viaggio all’origine dell’Universo”. L’appuntamento è organizzato nell’ambito della rassegna Imparare Sperimentando ed è preludio alla mostra di esperimenti scientifici che anche quest’anno sarà allestita nell’ex Convento di San Francesco a Pordenone dal 7 al 28 febbraio. Imparare Sperimentando è organizzato dalla sezione di Pordenone dell’Associazione Italiana di Fisica con il contributo di Regione Fvg, Provincia e Comune di Pordenone, Fondazione Crup, con il supporto di Consorzio Universitario di Pordenone, Dok Fratelli Martin, Noxorsokrem Group.

Paolo Giubellino venerdì racconterà gli esiti dell’esperimento ALICE e soprattutto porterà il pubblico alla scoperta della materia primordiale di cui era costituito l’Universo nei primi milionesimi di secondo di vita. Spiegherà cosa sia il Cern e quali siano gli impatti delle più avanzate ricerche nucleari sulla società contemporanea. Darà conto di quali siano le attività del centro, alla luce della grande scoperta del 2012, quando venne confermata la teoria di Higgs relativamente all’esistenza di una nuova particella subatomica, il bosone di Higgs. Una scoperta ottenuta a decine e decine di metri sotto terra, grazie all’acceleratore Large Hadron Collider (LHC) un tunnel di 27 chilometri. Ma l’obiettivo degli scienziati del Cern è arrivare a un acceleratore che si estenda fino a 100 chilometri a un livello di 400 metri sotto terra.

Il Large Hadron Collider viene utilizzato per cinque diversi esperimenti. Uno di questi è ALICE (A Large Ion Collider Experiment), di cui Giubellino è stato tra i fondatori nel 1989 e di cui è responsabile dal 2010: si tratta di un rilevatore di ioni pesanti utilizzato per studiare la materia ad alte densità di energia, nella fase in cui si forma il plasma di quark e gluoni. La temperatura che le collisioni tra ioni provocano all’interno dell’LHC è di 100 mila volte più calda di quella del centro del sole, tale da generare una condizione molto simile a quella successiva al Big Bang e nella quale protoni e neutroni si “sciolgono” liberando i legami tra quark e gluoni.

Torinese del 1950, Giubellino è dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), autore di oltre 200 pubblicazioni, è stato il primo italiano ad aver ottenuto nel 2014 il premio (biennale) Lise Meitner, il più importante riconoscimento europeo per la fisica nucleare istituito dalla Società Europea di Fisica, dopo aver ricevuto nel 2013 il premio “Enrico Fermi” della Società Italiana di Fisica. Si è dedicato allo sviluppo di tecnologie per la rivelazione di particelle elementari, soprattutto in funzione dei suoi esperimenti in fisica fondamentale ma anche per applicazioni in medicina.

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