Barca medievale e Barcolana

6 Ottobre 2014

TRIESTE. Mercoledì 8 ottobre, alle 19.30, a Trieste nel Salone degli Incanti, nell’ambito delle manifestazioni collegate alla Barcolana 2014, il Soprintendente per i beni archeologici del FVG, dott. Luigi Fozzati, e l’archeologo subacqueo, prof. Massimo Capulli, del Dipartimento Storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine, presenteranno la mostra fotografica MILLE VELE MILLE ANNI – La straordinaria barca del fiume Stella.

Mostra 2La mostra documenta il recupero dello scafo di un’imbarcazione del secolo XI, scoperta nel 2012, lungo l’argine del fiume Stella in località Precenicco. L’importante rinvenimento, avvenuto nell’ambito delle attività di tutela archeologica, in occasione dei lavori di sistemazione delle sponde del fiume a opera del Consorzio di Bonifica Bassa Friulana e con il finanziamento della Regione, costituisce una scoperta di grande interesse per il mondo dell’archeologia navale. Non esistono, infatti, in Italia, rinvenimenti di altri manufatti di questa tipologia, relativa all’ambito fluviale, risalenti alla piena età medievale: un unicum, dunque. La mostra racconta le varie fasi del recupero dell’imbarcazione, iniziato il 25 agosto 2014, ad opera della ditta Archeolab, sotto la Direzione scientifica della Soprintendenza per i beni archeologici del FVG e la Direzione operativa dell’Università degli Studi di Udine. Una vera e propria sinergia di interessi che ha consentito riportare alla luce lo scafo, situato due metri sotto terra, in una zona un tempo golena del fiume Stella.

Il relitto di Precenicco misura 8 metri x 1,65 ed è ciò che resta di una imbarcazione da acque interne, ma non ad uso esclusivamente fluviale. Seppur in assenza di chiglia, la forma dello scafo e la presenza della scassa dell’albero ne suggeriscono infatti un utilizzo anche in ambiente lagunare. L’ultima immagine mostra la delicata operazione di imbragatura del relitto, effettuata dalla Ditta Malvestio. La prossima tappa sarà costituita dall’intervento di restauro, terminato il quale l’imbarcazione sarà definitivamente restituita al pubblico e alla storia dell’archeologia navale. Lo studio del relitto è stato affidato al prof. Massimo Capulli dell’Università degli Studi di Udine che ha anche seguito operativamente il recupero.

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